Rouen: niente sepoltura per il killer di padre Jacques

Rouen: niente sepoltura per il killer di padre Jacques

"Della purificazione, e della preghiera, possono farsi carico i parenti, se sono in grado di occuparsene, ovvero delegare un membro della comunita', che tuttavia", ha concluso l'imam, "non dev'essere collegato alla moschea di saint-Etienne". Così l'imam della moschea locale, Mohammed Karabila, ha motivato pubblicamente la decisione di non dare sepoltura nel cimitero della città francese ad Adel Kermiche, uno dei due jihadisti che hanno assassinato padre Jacques Hamel a Saint-Etienne-du-Rouvray. "Non parteciperemo né al lavaggio, né alla sepoltura nel caso in cui venga richiesto dalla famiglia", ha aggiunto. "Quello che ha fatto è un gesto impuro".

Intanto anche la Confederazione islamica italiana (Cii) ha aderito all'iniziativa partita in Francia per la quale domani, prima della celebrazione della santa messa, delegati delle comunità musulmane si recheranno in alcune chiese cattoliche per esprimere cordoglio e solidarietà per il barbaro omicidio perpetrato contro padre Jacques. Secondo fonti vicine all'inchiesta, è stato trasferito in Francia. Il 17enne ora in carcere e Kermiche si erano recati a Ginevra l'11 maggio 2015 e il giorno dopo avevano preso un voloper la Turchia, ma la fuga era stata individuata ed erano stati costretti a rientrare nella città svizzera il 14 maggio, e una settimana dopo furono consegnati alla Francia con procedura d'estradizione. Lo hanno precisato sabato alcune fonti confermando informazioni della "Tribune de Genève". Colpito da un mandato di giustizia francese, il minorenne è già stato consegnato alle autorità francesi e incriminato per "associazione a delinquere in relazione con un'impresa terroristica" e posto in stato di detenzione provvisoria.