Rouen, ecco la foto di uno degli attentatori

Rouen, ecco la foto di uno degli attentatori

Secondo Rtl, Kermiche è cresciuto in una famiglia senza difficoltà economiche.

Per settimane Adel Kermiche ha tenuto un diario della sua jihad personale nei file audio che inviava su Telegram. Un inutile braccialetto elettronico per segnalarne (a chi?) gli spostamenti, permesso di uscire di casa dalle 8 e 30 alle 12 e 30. Adel Kermiche - afferma Tf1 - nacque a Mont Saint Aignan (Seine maritime) il 25 marzo 1997.

Una chat che è stata ritrovata dalla polizia dopo l'attentato in Bassa-Normandia, ricchissima di dettagli utili per ricostruire le circostanze, dall'influenza del "guru" conosciuto in carcere ai falliti tentativi di andare a combattere in Siria, che hanno preceduto l'attacco terroristico. E, anche in questo caso, non ancano le polemiche sulla sicurezza in Francia. "Era un ragazzo gentile", racconta il padre. Fino al giorno dell'azione. È stato possibile grazie alla comparazione del Dna tra lui e sua madre: "Dopo il confronto con il Dna - ha detto la fonte - è emerso che il secondo terrorista è Abdel Malik Petitjean, nato il 14 novembre 1996 a Saint-Diè-des-Vosges", in Lorena. La località è a 700 chilometri dalla cittadina industriale in Normandia di Saint-Etienne-du-Rouvray dove Petitjean e Kermiche hanno fatto irruzione in una chiesa prendendo ostaggi il sacerdote e i cinque fedeli che assistevano alla messa. Hanno poi sgozzato il prete.

Intanto la Chiesa ortodossa italiana, riunito oggi il Sinodo, "ha proclamato "Martire e Santo" dei cristiani padre Hamel". Le autorità francesi hanno aperto una cellula di sostegno psicologico. "Niente al momento dice che queste persone abbiamo qualcosa a che vedere con l'attentato". L'allarme è stato lanciato proprio da una di queste che è riuscita a fuggire. Lo ha riportato l'agenzia di stampa ufficiale Irna. Tra i messaggi, molti evidenziavano la facilità con cui si possono reperire armi da fuoco. Nella chiesa è stato ritrovato dell'esplosivo e un'arma finta. "Poteva vendicarsi in prigione invece di fare una cosa cosi nel quartiere", così un giovane musulmano di Saint-Etienne du Rouvray parla di uno degli assalitori. Il Vaticano si è detto "particolarmente colpito perchè questa violenza orribile è avvenuta in una chiesa, un luogo sacro nel quale si annuncia l'amore di Dio".

Prima il crimine poi la propaganda. E l'ennesimo festeggiato dall'autoproclamato Stato Islamico. "Taglieremo le teste e le gole dei miscredenti e a Roma alzeremo alta la nostra bandiera con le spade e con il nostro coraggio".