Passa in prima lettura alla Camera il ddl povertà

Passa in prima lettura alla Camera il ddl povertà

La Camera dei Deputati nella giornata di ieri ha approvato con 226 voti favorevoli 50 contrari l'emendamento presentato dalla deputata Pd Donata Lenzi al disegno di legge sulla povertà che prevede l'inserimento del reddito di inclusione come misura nazionale di contrasto alla povertà. Il provvedimento è passato a Montecitorio con i 221 sì della maggioranza, i 22 no di Sinistra italiana e i 63 astenuti tra M5s, Forza Italia, Lega e Fratelli d'Italia. "Voglio ringraziare per il lavoro svolto -aggiunge il Ministro- l'Alleanza contro la Povertà, che ha avuto il merito indiscutibile di mettere il tema della povertà al centro dell'attenzione della politica e delle istituzioni e di offrire un contributo essenziale alla definizione delle proposte che sono andate all'esame del Parlamento".

"Il Ddl povertà viene approvato proprio nel giorno in cui vengono diffuse le stime dell'Istat che disegnano un quadro molto più che allarmante: i cittadini italiani in condizioni di povertà assoluta sono oltre 4 milioni e mezzo mentre quelle in condizioni di povertà relativa sono addirittura 8,3 milioni". Il presidente del Consiglio Matteo Renzi su Twitter ha celebrato l'approvazione in prima lettura definendo il provvedimento come la prima misura organica contro la povertà nella storia della Repubblica.

"Ci asteniamo dal voto sul Ddl povertà perché si tratta comunque di una misura che va incontro alle necessità di fasce di cittadini nullatenenti o estremamente deboli". Segue la realizzazione di misure a sostegno delle famiglie e delle persone in situazione di povertà, e quindi prestazioni di natura assistenziale e previdenziale. Il tempo degli spot, delle parole vuote che sanno di presa in giro e' gia' finito ma il Pd continua a non accorgersene.

E' previsto anche un graduale incremento del beneficio e di una graduale estensione dei beneficiari da individuare prioritariamente tra i nuclei familiari con figli minori o con disabilità grave o con donne in stato di gravidanza accertata o con persone di età superiore a 55 anni in stato di disoccupazione.

Da segnalare, infine, il rafforzamento del sistema informativo dei servizi sociali e, in particolare, del Casellario dell'assistenza con la sua integrazione con i sistemi informativi sanitari e del lavoro; meccanismi premiali nella distribuzione delle risorse, nei confronti degli ambiti territoriali che implementino forme di gestione associata dei servizi sociali che consentano una gestione più efficace ed efficiente dei servizi; e protocolli formativi e operativi per agevolare le attività connesse all'attuazione della misura di contrasto alla povertà.

Il deputato barese ha anche sottolineato le cifre a sostegno del provvedimento: "Per il 2016 sono previsti 600 milioni di euro, già a partire dal 2017, però, la copertura finanziaria salirà fino ad 1 miliardo". Lo dichiara Titti Di Salvo, vicepresidente del gruppo del Pd alla Camera. "Spiace invece che l'opposizione, anche in questo caso, abbia preferito la polemica politica - conclude Di Salvo - e la ricerca di galloni evocando come sempre il benaltrismo".