Operazione "Mamma Santissima", il senatore Caridi tra gli indagati

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Il parlamentare Caridi (del gruppo Gal Grandi Autonomie e Libertà) viene ritenuto componente di un organismo di vertice che avrebbe condizionato le elezioni a livello comunale, provinciale, regionale e nazionale. Tutti sono accusati di associazione mafiosa. Per il senatore Antonio Caridi (Fi), invece, bisognerà attendere l'autorizzazione del Senato. Con l'operazione "Mamma Santissima", il sostituto procuratore della Dda Giuseppe Lombardo ha fatto luce sulla struttura segreta di vertice della 'ndrangheta, quel direttorio che crea i politici, li cresce per farli diventare strumento per le sue finalità economiche e politiche.

"La 'ndrangheta - ha aggiunto il procuratore Cafiero - si muove con questa componente riservata alla quale aderiscono persone ignote alla base". L'obiettivo, perseguito dall'ex deputato Psdi Paolo Romeo, si articolava in tre momenti: l'elezione di Scopelliti a sindaco di Reggio Calabria che, dimettendosi dall'incarico di assessore regionale in Calabria, consentì a Sarra, primo dei non eletti nella tornata del 2000, di approdare in Consiglio regionale; il secondo, da concretizzarsi nel 2004, per effetto dell'elezione di Umberto Pirilli al Parlamento Europeo, cosa realmente avvenuta e che consentì a Sarra di subentrargli come assessore regionale e il terzo avrebbe trovato compimento nel 2005, con la candidatura di Pietro Fuda alla Presidenza della Regione Calabria, intento vanificato da vicende giudiziarie che coinvolsero l'interessato oltre che lo stesso Romeo. De Stefano, 68 anni, appartiene all'omonimo clan ed era un sodale di Stefano Delle Chiaie, il capo di Avanguardia Nazionale implicato nella strategia della tensione. "Nel 2004 - scrivono i giudici - Sarra chiedeva e otteneva che i Logiudice, intesi 'i marmisti' di Condera, gli Alvaro, intesi "i merli" di Sinopoli, i De Stefano per il tramite di Chirico Francesco, i Libri-Caridi di Reggio Calabria e i Vadalà di Bova Marina appoggiassero i candidati Pirilli Umberto ed Alemanno Gianni".

Alberto Sarra, ex consigliere regionale arrestato nell'ambito dell'operazione, era già stato raggiunto da un avviso di garanzia per concorso esterno in associazione mafiosa e più volte era finito nel mirino delle indagini nelle inchieste di mafia.