Francia, oggi veglie nelle chiese, musulmani e cristiani assieme

Francia, oggi veglie nelle chiese, musulmani e cristiani assieme

Genova - I musulmani sono invitati a partecipare domani, in occasione della messa domenicale, alle funzioni religiose cristiane che si terranno in Italia e Francia.

A promuovere e sostenere queste iniziative di "fraternità" sono la Coreis (Comunità religiosa islamica) italiana e l'Ucoii (Unione delle comunità islamiche in Italia).

In Francia i membri dell'Institut des Hautes Etudes Islamiques, che hanno fermamente condannato gli autori delle stragi indicati come persone che "usurpano il messaggio dell'Islam e cercano di seminare divisione ed esclusione all'interno della nostra comunità nazionale", saranno nelle cattedrali e nelle chiese di Parigi, Lione, Marsiglia, Gap, Embrun, Rennes, Lille, Perpignan e Tolone. I delegati della Coreis in Italia invece saranno nelle chiese di Roma, Milano, Novara, Genova, Verona, Sondrio, Ventimiglia, Brescia, Vicenza, Fermo, Siena, Piacenza, Brindisi, Palermo e Agrigento. "Ci sembra fondamentale in questo momento drammatico dare con questo saluto dei musulmani d'Italia un segno concreto di profondo rispetto della sacralità dei riti, dei ministri e dei luoghi di culto del Cristianesimo dove i fedeli e i cittadini ricevono le benedizioni della comunione spirituale", ha detto la Coreis condividendo la presa di posizione dell'Istituto di Alti Studi Islamici. Denso di significato, che forse qualcuno cercherà di strumentalizzare in un senso o nell'altro: il consiglio francese del culto musulmano ha invitato i responsabili delle moschee, gli Imam e i fedeli musulmani di recarsi "domenica mattina", 31 luglio, a messa, magari nella chiesa più vicina a casa loro, per esprimere "solidarietà e cordoglio" dopo il "vile assassinio" di padre Jacques Hamel.

Per il quotidiano cattolico comunque "intanto però si può dire che già questo appello, dall'organismo che rappresenta in maniera ufficiale le 2.500 moschee del Paese, è ciò che si sperava, uno dei segni che si attendevano". E chi vuole star vicino a questo uomo mite in un momento così duro può e deve avere la libertà di fare quello che ritiene più giusto, anche di andare a messa assieme agli amici cristiani: non un gesto imposto ma libero innanzitutto.

"Il gesto simbolico è assolutamente apprezzabile ma non è sufficiente". Per questo siamo andati con studenti e adolescenti in alcune chiese di Roma come San Pietro. "Un gesto per mostrare che siamo tutti parte di un'unica famiglia umana, insieme contro il terrorismo e insieme per dire ai terroristi che i loro atti criminali non ci dividono, anzi ci uniscono ancora di più".

"Oggi è il giorno in cui il Papa - dice poi il portavoce della Cei, don Ivan Maffeis, raggiunto telefonicamente a Cracovia dall'Ansa - è entrato ad Auschwitz in silenzio".

"Per noi musulmani - ha aggiunto Camiletti in merito all'uccisione di padre Jacques Hamel - attaccare un luogo sacro e un uomo di Dio è un'azione veramente incredibile e sconcertante".

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