Centrodestra, Berlusconi: condividere questo percorso politico con Parisi

Centrodestra, Berlusconi: condividere questo percorso politico con Parisi

Berlusconi è un po' come quelle principesse medievali delle favole che aspettavano il loro principe azzurro dal balcone dei loro castelli abbarbicati sulla vetta di inaccessibili dirupi; i pretendenti erano molti ma le prove per giungere all'agognata meta erano così terribili che molti desistevano subito, altri dopo aver combattuto con draghi volanti e alla fine solo uno riusciva ad impalmarla.

Una delle risposte potrebbe esser rappresentata proprio da Parisi, ex candidato sindaco di Milano che durante le elezioni ha compattato le forze di centrodestra. Egli continua a preferire la figura del "federatore", anche se c'è gente, come si è visto, che ha ben poca voglia di farsi federare da lui.

Poco dopo le 13, a Villa San Martino, ha fatto il suo arrivo Giovanni Toti, presidente della Regione Liguria e consigliere politico di Berlusconi, che non ha rilasciato dichiarazioni, limitandosi a salutare con un cenno i giornalisti. In un'intervista Parisi, che non ha partecipato al summit, ha confermato con una certa umiltà politica le indiscrezioni: "Non voglio prendere il posto di Berlusconi ma soltanto dare una mano per ricostruire il centrodestra".

Dal canto suo Berlusconi punta a rafforzare l'organizzazione del partito e a rilanciarne l'iniziativa politica, a cominciare dal referendum di ottobre per garantire una netta affermazione del 'no'.

(AdnKronos) - "Tutto il nostro gruppo dirigente è aperto a ogni contributo, ovviamente anche a quello che vorrà dare Stefano Parisi". Parlando con la stampa l'azzurro smentisce l'esistenza di un dualismo con Stefano Parisi, che non sarà l'amministratore delegato di Forza Italia perché "siamo un partito politico e non un'azienda". "A me sembra soprattutto una guerra di posizione in FI". "La Lega ha le idee chiare sull'Europa, noi tiriamo dritto e vogliamo capire cosa ne pensa Parisi".

E a proposito del referendum ormai prossimo ha voluto mandare un messaggio chiaro anche ai presunti alleati e alla linea di Parisi che ha chiesto a Renzi di non dimettersi:"Renzi perderà il referendum".

Già dichiaratamente impegnato a preparare per settembre un'assemblea, il buon Parisi si deve guardare dal rischio di ballare una sola estate come "federatore" o come altro preferisce chiamarsi e farsi chiamare. "Forze moderate, come Fi, e quelle più radicali come la Lega penso che possano stare insieme o sul compromesso o su proposte molto avanzate su temi delicati come quello dell'immigrazione, per esempio".