Capodimonte in arte: riapre la sezione Contemporanea

Capodimonte in arte: riapre la sezione Contemporanea

La memoria va indietro fino agli anni Settanta e ottanta e a nomi come quello del gallerista Lucio Amelio e dell'artista Andy Wharol che, proprio al Vesuvio, dedicò una delle sue celebri opere pop nel 1985, ora in mostra nel terzo piano del Museo di Capodimonte dove riapre, dal 14 luglio, la sezione contemporanea.

Raffaello, Tiziano, Parmigianino, Breughel, e naturalmente Caravaggio, e Burri, Buren, Fabro, Kiefer, Kosuth, Kounellis, Pistoletto, e naturalmente Warhol.

Da tener anche presente che Capodimonte è l'unico museo di arte antica in Italia che possiede un'importante una sezione di contemporaneo. Dal 14 luglio, grazie alla volontà del direttore Sylvain Bellenger, la collezione del contemporaneo sarà visibile dalle 8.30 alle 19.30. Presto ci saranno altre importanti novità che intendono dare di Capodimonte un'immagine globale del museo e del parco, nonché della storia dell'arte. La collezione si è costituita attraverso l'attività espositiva di artisti di fama internazionale che si sono confrontati, tranne in rare eccezioni, con gli spazi e le opere di Capodimonte. Il prossimo sarà la firma dell'accordo di collaborazione con il Madre che permetterà a Capodimonte di "fare rete", creando un dialogo tra eccellenze e un rapporto di scambi, così come già accaduto per altri musei resi strutture autonome dalla riforma Franceschini.

L'artecardNell'azione di rilancio si inserisce anche l'adozione della nuova artecard contemporaneo come strumento di accesso alla specifica sezione e agli altri luoghi del circuito contemporaneo da Napoli a Caserta. Per l'occasione arriverà, in prestito temporaneo al Museo, un'opera degli anni '60 di Cy Twombly che andrà ad arricchire la collezione permanente i cui ambienti sono stati dedicati a Graziella Lonardi Buontempo ora rammentata con una foto di Massimo Piersanti del 1970 e una sua frase significativa ("I giovani artisti hanno bisogno di vedere il mondo perché soltanto nella battaglia, nel confronto, nel superarsi, viene fuori il meglio di noi stessi").

Inoltre è stato svolto un lavoro di restyling di tutti gli ambienti che ospitano il contemporaneo e di interventi di manutenzione straordinaria su alcune opere, quali il Grande Cretto Nero di Alberto Burri (1978), In ascolto (Stanza dello Spettatore) di Giulio Paolini (2005) e Terra della Pace di Luigi Mainolfi (1990-1991); Onda d'urto di Mario Mertz (1987), Indizi-opera in situ di Daniel Buren (1987-1997), e lo spazio White bands in a black room, ideato e realizzato a Capodimonte nel 2002 da Sol Lewitt.