Acerra: madre costringe le figlie a prostituirsi con un vicino, arrestata

Acerra: madre costringe le figlie a prostituirsi con un vicino, arrestata

La vicenda assume contorni agghiaccianti appena si scopre della presenza di un 'tariffario' che la madre sottoponeva all'uomo per abusare delle sue figlie: dai 2 euro per una palpatina, ai 20 per un rapporto sessuale non completo, fino ai 50 per quello completo. A disporre le custodie cautelari è stata il gip del Tribunale di Napoli Marina Cimma su richiesta del sostituto procuratore Immacolata Sica al termine di una complessa indagine con tanto di intercettazioni telefoniche. La scabrosa vicenda è stata svelata dai servizi sociali di Acerra, ai quali era stata affidata una delle due ragazzine che ha pian piano portato a galla le violenze subite. La famiglia vive in uno stabile del centro storico in condizioni di indigenza.

Poi il racconto drammatico dei continui abusi a cui sarebbero state sottoposte le due sorelline ed addirittura un'altra bambina dello stabile nel frattempo andata ad abitare altrove. Racconti raccapriccianti che coinvolgevano lo "zio" definito anche "il vecchio" o più esplicitamente "il porco". In carcere a Pozzuoli finisce una donna di 45 anni; ai domiciliari, invece, il suo vicino di casa, un 75enne. L'allarme per gli abusi sui minori, tuttavia, sull'eco delle vicende del Paro Verde di Caivano - morte di Fortuna Loffredo e violenze sulle figlie dell'ex convivente del presunto assassino della stessa Chicca - era stato dato il mese scorso dal Garante per l'Infanzia, che aveva sostenuto come in Campania ci fossero alcune zone con picco di criticità degli abusi sarebbero. "Non avremmo mai voluto scoprire questo orrore, ma l'ottimo lavoro delle nostre assistenti sociali, delle forze dell'ordine e della magistratura, ha permesso di evitare tragedie peggiori come accaduto altrove", commenta il sindaco di Acerra Raffaele Lettieri.