Wolfgang Schaeuble non esclude effetto a catena dopo Brexit

Wolfgang Schaeuble non esclude effetto a catena dopo Brexit

Stando a quanto sostenuto dal ministro tedesco, la Brexit potrebbe avere delle importanti ripercussioni economiche sia per il Regno Unito che per la zona euro, e rischierebbe di alimentare un effetto domino con altri paesi pronti ad uscire dal mercato comune. "L'uscita dall'Unione rischierebbe anche di rendere più onerosi e difficili da gestire gli account degli inserzionisti che operano in più paesi all'interno dell'Europa". Ma cosa ne pensa il popolo della Gran Bretagna sulla vicenda Brexit? Dati che fanno tanta paura ai pro UE, e soprattutto ai vertici economici e finanziari dell'Unione Europea, che sanno di non avere in mano armi sufficienti per fermare l'ondata dei consensi euroscettici britannici.

Al termine delle trattative, che secondo molti esperti dureranno più di due anni, si sentiranno i primi effetti. "Ci stiamo preparando a tutti gli scenari possibili". "Non si può escluderlo", ha risposto. Il settimanale ha chiesto al ministro se, in caso di uscita, Londra possa pretendere uno statuto simile a quello della Norvegia, o della Svizzera, le quali non fanno parte dell'Ue ma hanno accesso alla libera circolazione delle parsone e dei beni. "Dovendo scegliere però preferirei che rimanesse nell'Unione, sarebbe una perdita per il cittadino europeo". Quelli che invece spingono per il Remain (supportati da Ocse, FMI e gli uffici studi delle principali banche) sono convinti che il danno sarebbe permanente, con crollo degli investimenti, dell'export e del Pil, con tre milioni di posti di lavoro a forte rischio.

Una volta che i negoziati sono giunti a termine, e l'accordo di recesso è predisposto, lo stesso dovrà poi ottenere l'approvazione a maggioranza semplice del Parlamento Europeo e l'approvazione a maggioranza qualificata del Consiglio Europeo (sempre con esclusione del Paese interessato). Di conseguenza c'è stato un leggero rialzo degli spread con il Btp e i titoli del Paesi periferici, i cui rendimenti sono comunque scesi pur se in misura minore. I timori si ripercuotono anche sul mercato valutario con l'euro che torna sotto quota 1,13 dollari.

Insomma, se al referendum Brexit dovesse emergere una vittoria dei leave, e se in seguito a tale vittoria i negoziati dovessero prendere una piega sfavorevole, e se contemporaneamente l'opinione pubblica dovesse mutare le proprie opinioni, è possibile che il governo possa deliberatamente rallentare il processo di uscita, evitando una decisione che sarebbe probabilmente irreversibile.