Pensioni, uscita anticipata con un prestito ventennale

Pensioni, uscita anticipata con un prestito ventennale

Poletti: "incontro positivo e di grande lavoro".

Al sistema di pensionamento anticipato si accede solo con penalizzazioni più o meno alte. E' questa una delle novità uscita dal team degli esperti di Palazzo Chigi, guidato dal sottosegretario alla presidenza, Tommaso Nannicini, che sta lavorando a un'uscita flessibile dal lavoro.

È quanto avrebbe spiegato il governo nell'incontro con i sindacati. Al momento il governo non parla più di penalizzazione.

Per ora, infatti, il Governo ha fatto passi in avanti solo sul tema della flessibilità in uscita proponendo come soluzione alla pensione anticipata l'Ape, una forma di pensionamento anticipato basato sul prestito. Ma l'assegno risulterà ridotto di fatto per la necessità di restituire in 20 anni la somma percepita nel periodo di anticipo, che potrà arrivare fino a 3 anni. Probabilmente, sono la stessa cosa.

La pensione anticipata potrebbe essere prevista anche per gli statali. L'ammortamento sarà ventennale. E l'operazione per i primi tre anni (dal 2017 al 2019) avrà un carattere sperimentale: nel 2017 coinvolgerà i nati tra il 1951 e il 1953 (gli over 63), nel 2018 i nati del 1954 e quello seguenti i nati del 1955.

L'Inps sarà il front office per i cittadini che chiederanno l'anticipo pensionistico (Ape). "Si tratta di persone che non possono essere penalizzate".

A difendere la situazione dei lavoratori precoci c'è anche Cesare Damiano, ex Ministro del Lavoro e presidente della Commissione Lavoro della Camera, che da mesi si batte per la Quota 41. "In un Paese che vede il peggiore calo di natalità dall'unità d'Italia ad oggi, un calo di residenti che non si registrava da 90 anni, il Pd sceglie di fare pagare l'iniquità della Fornero ai cittadini" osserva, criticamente, Giovanna Martelli (Sinistra Italiana). "Speriamo che il confronto continui e produca dei risultati". La riduzione dell'assegno non è perciò una penalizzazione sull'importo della pensione, ma una rata di ammortamento del prestito con la copertura assicurativa ed una detrazione fiscale sulla parte del capitale anticipato per alcuni soggetti più deboli e meritevoli di tutela. Il governo ha ribadito l'intenzione di non modificare la legge Fornero e la volontà di consentire la flessibilità di uscita dei lavoratori con strumenti finanziari.

Il Governo ha fissato due nuovi appuntamenti con i sindacati per proseguire il confronto sulle pensioni: il primo il 23 giugno alle 15 e il secondo il 28 giugno nel corso del quale si discuterà anche di rivalutazione degli assegni pensionistici.