Il caffè non provoca il cancro, caffeina-dipendenti dovete sapere perchè

Il caffè non provoca il cancro, caffeina-dipendenti dovete sapere perchè

Una ricerca pubblicata nel 2013 dalla rivista "Clinical Gastroenterology and Hepatology" aveva già evidenziato che "3 tazze di caffè al giorno possono contribuire a ridurre del 50% il rischio di sviluppare il cancro al fegato". Arriva il beneplacito dell'Oms che, grazie al lavoro di più di 20 esperti internazionali, assolve la celebre tazzina. Non ci sono sufficienti evidenze scientifiche sugli effetti cancerogeni del caffè che nel 1991 era stato inserito nella lista delle sostanze che "probabilmente" potevano provocare l'insorgere dei tumori (categoria 2B della classificazione IARC).

Tiriamo un respiro di sollievo o, meglio, un sorso di sollievo: il caffè non è cancerogeno. Altri studi hanno suggerito una significativa azione preventiva e protettiva in caso di diabete di tipo 2 e di alcune patologie del fegato come cirrosi, steatosi e le epatiti. Sono centinaia le sostanze presenti nella bevanda, che includono molti antiossidanti e composti chimici che sembra prevengano diverse malattie croniche, tra cui i tumori e le malattie cardiovascolari. La notizia che viene esclusa la correlazione fra il caffè e rischi tumorali è stata considerata molto significativa dalla Coldiretti: " Dopo la carne, il caffè che viene assolto da pesanti accuse, ma gli allarmi veri e presunti a tavola sono costati al Made in Italy quasi 12 miliardi di euro negli ultimi 15 anni soprattutto per effetto del taglio degli acquisti provocato da psicosi ingiustificate". L'ingestione di bevande a 60 °C non deve essere comunque sottovalutata, perché in alcuni soggetti può causare scottature, mentre dai 65 °C circa in poi è ritenuta pericolosa per la salute. "È bene che chi non tollera la caffeina si astenga dal consumo di caffè oppure utilizzi il decaffeinato che ne contiene quantità trascurabili". Il consumo di alcol aumenta il rischio e peggiora di molto le cose se si è anche fumatori: portando il rischio di ammalarsi a 100 volte.