Idea: "Prestito pensionistico" per chi lascia prima il lavoro

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Così Tommaso Nannicini e il ministro Giuliano Poletti hanno presentato l'Ape, ovvero il meccanismo di flessibilità in uscita, nell'incontro con i sindacati che si è tenuto al ministero del Lavoro.

A quanto si apprende in queste ore, i sindacati starebbero valutando la proposta del Governo, in particolare per quel che concerne il calcolo degli interessi. La riforma Fornero penalizza gravemente tutti i lavoratorui precari e intermittenti che non hanno "carriere professionali" solide e continuative.

Tommaso Nannicini ha affermato che non c'è nessuna penalizzazione sulla pensione anticipata, c'è solo la rata che è una penalizzazione in sé, ma nient'altro. Con meno anni di anticipo le decurtazioni sarebbero ovviamente minori.

L'approccio errato del Governo ai problemi previdenziali, nelle proposte più recenti sulla flessibilità, carica i pensionati di una doppia penalizzazione.

Come funzionerà nel concreto l'Ape? L'ipotesi a cui si starebbe lavorando consiste nell'anticipo finanziario della pensione netta per gli anni che mancano alle pensioni di vecchiaia. Il montante pensionistico sarà quello raggiunto al momento della richiesta dell'anticipo (non si conterebbero gli tre anni di contribuzione ancora mancanti per il raggiungimento della soglia di vecchiaia) mentre il coefficiente di trasformazione utilizzabile sarà quello relativo al raggiungimento dell'età di vecchiaia. Se Mario avrà scelto volontariamente per motivi personali di abbandonare il lavoro, probabilmente avrà un assegno per 20 anni decurtato del 15%. Il che porterà quasi all'azzeramento delle penalizzazioni (ossia neutralizzerà la decurtazione dell'assegno anticipato). E' quanto avrebbe spiegato il Governo nell'incontro di oggi con i sindacati secondo alcuni partecipanti alla riunione. Visto che i soldi ce li metteranno banche e fondi pensioni.

DAMIANO SU PENSIONI E RIFORME- Il Presidente della Commissione lavoro alla Camera, Cesare Damiano, ha commentato l'esito dell'incontro svoltosi ieri tra Governo e sindacati in tema di pensioni, sottolineando l'importanza di essere entrati finalmente nel merito. Saranno inoltre a carico del bilancio dello Stato gli interessi del prestito e il rischio di premorienza dei pensionati: in caso di decesso prima del termine dei 20 anni nulla sarà dovuto dagli eredi. Ma allo stesso tempo - aspetto che invece risulta gradito alle confederazioni - sarà comunque l'Inps a gestire i rapporti con i pensionandi che non dovranno quindi avere a che fare personalmente con gli istituti bancari.