Canone RAI non dovuto, si attende un provvedimento ad hoc

Nel corso di un'audizione alla Camera sull'anagrafe tributaria il direttore delle Entrate ha specificato che delle 817mila dichiarazioni, 220mila sono state trasmesse per via telematica.

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.129 del 4 giugno il decreto del Mise di concerto con il Mef n.94 del 13 maggio 2016 relativo alla riscossione del canone Rai attraverso le bollette di energia elettrica. Anche nel caso si commettano errori nella compilazione dei moduli previsti per chiedere l'esenzione è probabile che questo possa portare all'emissione di una richiesta di pagamento del Canone che in realtà non sarebbe dovuta.

Sulle seconde case Rossella Orlandi ha tranquillizzato gli utenti: "solo nell'ipotesi che un cittadino abbia più utenze elettriche intestate con la tariffa agevolata per prima casa, il che vorrebbe dire che è scorretto, e che quindi o cambia tariffa oppure paga il canone Rai". Nel mese di luglio i contribuenti italiani saranno infatti chiamati a versare la prima rata dell'imposta, a meno che non sia stata presentata la dichiarazione di esenzione.

Il canone Rai in bolletta si appresta a diventare realtà, nonostante i timori di un nuovo slittamento determinato da alcune lungaggini amministrative e tecniche.

L'annosa questione del canone RAI e dei richiedenti l'esenzione della tassa governativa non è destinata a concludersi qui.

Ricordiamo che quest'anno il canone ammonta a 100 euro ed è dovuto da chiunque detenga uno o più apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle trasmissioni radiotelevisive indipendentemente dalla qualità o dalla quantità del relativo utilizzo.

Dopo l'articolo 1, che contiene la definizione di Canone, di imprese elettriche e di tipologia di clienti residenti, all'articolo 2 si stabiliscono le regole relative all'allineamento delle varie banche dati. Per chi non ha la televisione in casa o rientra negli altri casi di esenzione è necessario linvio allAgenzia delle Entrate del preposto modulo di autocertificazione. E già si annunciano altri disguidi, come l'errata interpretazione dei dati di coniugi che vivono insieme, ma hanno due residenze diverse: in questo caso si rischia di pagare doppio.

Previsto anche un intervento dei Comuni che dovranno trasmettere all'Agenzia delle Entrate - Direzione provinciale I di Torino - Ufficio Territoriale di Torino I - Sportello SAT, dietro richiesta, i dati riguardanti le famiglie anagrafiche.