Svolta sulla morte del piccolo Antonio: ora l'accusa è omicidio volontario

Svolta sulla morte del piccolo Antonio: ora l'accusa è omicidio volontario

Ad organizzare l'agguato, terminato con un violento pestaggio sono state le altre detenute del penitenziario, desiderose di punire chi fa del male ai bambini. Gli interrogativi da parte degli investigatori sono iniziati dopo ben cinque casi di pedofilia emersi nel corso delle indagini sull'omicidio della bambina scaraventata dal tetto dello stesso edificio in cui viveva Antonio. Sul mirino delle accuse è finito il 43enne Raimondo Caputo e l'occhio investigavo si sta allargando sul Palazzo che si affaccia al Parco Verde. I carabinieri di Casoria, nell'informativa inviata alla Procura di Napoli Nord, hanno indicato loro come presunti responsabili. Centotrenta pagine per raccontare l' orrore di Caivano. Loffredo, quando morì Fortuna, era in carcere per una vicenda di dvd falsi, mentre Giglio non riusciva a vedere il figlio perché la sua ex, Marianna Fabozzi non glielo faceva vedere.

"Giallo", settimanale di cronaca edito da Cairo Editore, nel n° 19 dell'11 maggio 2016, rivela un particolare chiave: la mamma di Fortuna è stata la compagna di Claudio L. da questa relazione è nato Michele, il fratellastro della povera vittima. L'uomo fu arrestato nel 2014 per aver abusato sessualmente della figlia di 12 anni, successivamente fu arrestata la compagna per il medesimo reato. Quello che nessuno ha ancora raccontato è che l'amichetta di Fortuna Loffredo, il giorno dopo la confessione è stata male e ha fatto dei brutti sogni.

La donna sarebbe stata presa a calci e pugni, prima di essere salvata dalle agenti pentienziarie, due delle quali rimaste leggeremente ferite.

Insieme alla verità sulla terribile morte della piccola Fortuna Loffredo sembra essersi aperto un vero e proprio vaso di Pandora su ulteriori casi di abusi e omicidi di minori nel quartiere Parco Verde, finora coperti da un impenetrabile strato di omertà. Se dicessi che mi dispiace, direi una cosa falsa. Non capisco come si possano dire certe cavolate su una bimba che non c'è più.