Primarie USA 2016, Clinton e Trump sempre più vicini alla Casa Bianca

Primarie USA 2016, Clinton e Trump sempre più vicini alla Casa Bianca

Ieri, martedì 26 aprile, si è votato in cinque Stati del Nord-est: Connecticut, Delaware, Maryland, Pennsylvania e Rhode Island.

Cinque su cinque per Donald Trump, uno in mano per Hillary Clinton.

Paradossalmente, per la Clinton la vittoria è meno ampia ma più decisiva. Un margine irrecuperabile, come ammesso dalla stessa campagna del senatore del Vermont. Dopo aver citato i "fallimenti" delle politiche della Clinton a Benghasi, in Siria e in Iraq, "dove ha alzato le mani", Trump ha spiegato che la candidata democratica "ha avuto le sue possibilità, ha fallito, e ora non dovrebbe essere votata". Ha anche annunciato che oggi andrà in Indiana in vista delle primarie nello Stato.

La pronta risposta della Clinton non si è fatta attender. L'ex segretario di Stato annuncia di voler "unificare il partito", ricompattandolo per reggere all'urto di colui che ritiene il suo inevitabile avversario: Donald Trump. Al momento, Trump ha 844 delegati, Cruz 543, Kasich 148. Il governatore dell'Ohio Kasich ha ottenuto 5 delegati nel Rhode Island ed una media complessiva (in tutti e cinque gli Stati) del 23%. Il voto afro-americano e il sostegno degli elettori più anziani e facoltosi le hanno consegnato il successo. Non c'è ancora la certezza matematica, ma Trump continua a correre e guarda già alla sfida finale con Hillary che attacca con crescente aggressività. Lo ha ripetuto anche ieri, parlando in West Virginia. Più probabile a giugno, in effetti, quando si voterà, tra gli altri, in California. Il miliardario di NYC ha invece conquistato tutti i 16 delegati distribuiti dalle primarie in Delaware. Otto anni fa fu il voto dei loro coetanei a essere decisivo per portare Obama alla Casa Bianca: se a novembre scegliessero di restare a casa per Hillary potrebbe essere un colpo durissimo. Il sorpasso di Sanders è riuscito solo nel Rhode Island, dove ha vinto con il 55% contro il 43%. E non è solo calcolo politico quello di Sanders: è un fatto che al grido di "Feel the Bern" una parte del Paese - e in maniera assolutamente inaspettata in questi numeri - ha preso parte ad una campagna che altrimenti avrebbe ignorato a piè pari. "È andata, per quanto mi riguarda è andata, mi considero il presunto candidato" repubblicano, ha commentato il magnate uscito dal Gala delle 100 persone più influenti del mondo secondo Time. Anche per il Gop la demografia appare decisiva come per i Democratici. Ted Cruz e John Kasich, i due outsider ormai molto indietro nella conta dei delegati, hanno di fatto formato un ticket il cui fine è contenere la nomination di Trump.