Il mistero dell'egiziano trovato morto a Napoli

Lo ha reso noto lo stesso dicastero attraverso un comunicato stampa.

Un cittadino egiziano di 32 anni è stato trovato moro venerdì 29 aprile su un binario della ferrovia nei pressi di Napoli. "Un parente ne ha informato oggi l'ambasciata egiziana durante la presentazione di una richiesta formale alla polizia di Napoli per ottenere il corpo e gli effetti personali", ha detto il portavoce del ministero, Abu Zeid. Secondo quanto riferito ieri dal portavoce del ministero degli Esteri egiziano, Abu Zeid, il suo corpo presentava lividi al volto e alla testa. È questo lo scopo di un appello e di una raccolta firme lanciati in Italia nelle ore scorse e che vede come primi firmatari gli scrittori Stefano Benni e Roberto Saviano, gli attori Valerio Mastandrea e Alice Rohrwacher, il regista Andrea Segre e il deputato pacifista di Sinistra Italiana Giulio Marcon.

Il ministero degli Esteri egiziano, in un comunicato, ha annunciato che l'ambasciata d'Egitto a Roma invierà "una nota" alla Farnesina e alla "polizia italiana chiedendo un rapporto sulle circostanze" del decesso di un egiziano "trovato morto sulla linea ferroviaria a Napoli sabato scorso".

Interrompere ogni cooperazione miliare con l'Egitto fino a quando il governo del Paese nordafricano non collaborerà attivamente con l'Italia facendo luce sul caso della morte di Giulio Regeni, il ricercatore rapito, torturato e ucciso al Cairo. Si chiama Mohammed Baher Sobhi originario di al Mannufiyah.

Bahr era arrivato Italia nel 2008 come clandestino. Al contrario la Questura di Napoli, in seguito a degli accertamenti, ha stabilito che le ferite riscontrate sarebbero compatibili con l'impatto con un treno. Al richiamo dell'ambasciatore italiano in patri per consultazioni, come forma di protesta contro le ambiguità investigative del Cairo, il governo egiziano ha spesso risposto ricordando la morte di alcuni connazionali in Italia, che però non risulta siano mai stati coinvolti in attività politiche, sindacali o giornalistiche.

"Non è meno di Regeni" titolano intanto i media egiziani, mentre l'ambasciata a Roma Egitto ha fatto sapere che segue il caso con grande interesse.