Caso Regeni: Petizione online per chiedere la verità

Caso Regeni: Petizione online per chiedere la verità

Così il ministro degli Esteri, Gentiloni, a Radio Rai.

La procura di Roma ha inviato una nuova rogatoria in Egitto. Gentiloni ha riconosciuto che nel quadro di raffreddamento dei rapporti tra Roma e il Cairo "ci sarà qualcuno che cercherà di inserirsi per cercare conquistare posizioni privilegiate con l'Egitto", ma ha avvertito che in questa vicenda l'Italia non può farsi condizionare dalle relazioni economiche.

Per il titolare della Farnesina "finora la collaborazione promessa dall'Egitto" per far luce sull'omicidio di Giulio Regeni "è stata assolutamente inadeguata". Il ministro degli Esteri ha detto di aver "parlato della questione anche a Lussemburgo" con gli altri ministri degli Esteri europei e di aver riscontrato "una consapevolezza generale del fatto che si sia trattato di un caso gravissimo, anche per le modalità terribili in cui è avvenuto". L'appello si chiama "Verità per Giulio Regeni - Stop alla cooperazione militare dell'Italia con l'Egitto" e si pone l'obiettivo di interrompere la cooperazione militare da parte delle forze italiane nei confronti dell'Egitto, se non altro fino a che la verità su quanto accaduto al ricercatore italiano non verrà finalmente fuori. Amministratore della Commissione egiziana per i diritti e le libertà, l'attivista è stato arrestato - questa la versione delle autorità giudiziarie - per aver "manifestato senza autorizzazione" contro l'accordo di limitazione delle frontiere tra Egitto e Arabia Saudita (che prevede la cessione a quest'ultima di due isole del Mar Rosso, Tiran e Sanafir). Per Amnesty International, su Abdallah peserebbe anche un'accusa di adesione a un gruppo "terroristico e promozione del "terrorismo".

Sul caso Regeni l'Italia brancola nel buio, con un governo - quello egiziano - che a parole sembra voler collaborare ma nei fatti tende a depistare, insabbiare, negare anche l'evidenza. "Ci state facendo venire il mal di testa ogni giorno per l'omicidio Regeni". Abdel-Wahab Youssef, l'avvocato della famiglia autista Farouk (26 anni), ha detto all'Ap che gli è stato negato l'accesso agli atti dell'indagine tra cui le autopsie: "la segretezza dell'indagine solleva dubbi", ha detto il legale. Il fermo dell'attivista continua a suscitare reazioni politiche in Italia.