Agenzia Ue: olio di palma bambini a rischio

Agenzia Ue: olio di palma bambini a rischio

Si tratta di una promessa a parole dietro cui, dal nostro punto di vista, non si coglie certo la decisione di rinunciare immediatamente e del tutto all'olio di palma. Questa volta, a dichiararlo è l'Efsa, l'autority europea per la sicurezza alimentare che ha sede in Italia, a Parma.

Al consumatore sembrerà che l'olio di palma sia comparso da pochissimo sulle nostre tavole, ma in realtà non è così: il motivo è che fino a non molto tempo fa l'olio di palma non era nemmeno indicato esplicitamente sulle etichette.

L'olio di palma per friggere viene utilizzato sia dall'industria alimentare che a casa: questo olio vegetale non idrogenato è, infatti, uno dei componenti di alcuni degli oli da frittura che sono da tempo disponibili in tutti i supermercati della grande distribuzione.

Nel mirino dell'agenzia europea sono finiti i glicidil esteri degli acidi grassi (GE), il 3-monocloropropandiolo (3-MCPD), e il 2-monocloropropandiolo (2-MCPD) e loro esteri degli acidi grassi. Le sostanze temibili, secondo l'Efsa, si generano soprattutto durante il processo di raffinazione degli oli vegetali, che avviene ad alte temperature.

Bambini e gli adolescenti superano la dose giornaliera tollerabile e costituiscono un potenziale rischio per la salute
Bambini e gli adolescenti superano la dose giornaliera tollerabile e costituiscono un potenziale rischio per la salute

Olio di Palma: esistono rischi per la salute dei piu' piccoli 05/05/2016 - Per anni abbiamo consumato merendine e cioccolato del tutti ignari di quello che poteva accadere alla nostra salute. Il Contam ha esaminato le informazioni sulla tossicità del glicidolo (composto precursore dei GE), ipotizzando una conversione completa degli esteri in glicidolo dopo l'ingestione. Il risultato è che sul mercato ci sono già più di 700 prodotti “palm free”.

Nel valutare le sostanze genotossiche e cancerogene che sono presenti accidentalmente nella catena alimentare, l'Efsa calcola un cosiddetto "margine di esposizione" per i consumatori. In particolare, si legge nel comunicato dell'Efsa "trattamenti cronici con glicidolo aumentano l'incidenza di tumori in diversi tessuti di ratti e topi, probabilmente attraverso un meccanismo genotossico". Anche a sommare gli altri grassi saturi che predispongono alle malattie cardiovascolari e cioè gli acidi miristico e laurico arriviamo a 31g e quindi sempre una quantità inferiore a quella dellolio di palma”. Mentre, per gli adulti, il consumo deve crescere a livelli quasi patologici.

Ma non tutte le sostanze riconosciute come pericolose lo sono allo stesso modo. Anche in questo caso lapporto più significativo deriva dallolio di palma e il parere dellEfsa è altrettanto severo “le quantità per i bambini e gli adolescenti (fino a 18 anni) superano la dose giornaliera tollerabile e costituiscono un potenziale rischio per la salute”. Ancora una volta ad essere messo sotto accusa è l'olio di palma perché "contribuisce in maniera rilevante all'esposizione a 3-MCPD e 2-MCPD nella maggior parte dei soggetti". Durante gli ultimi cinque anni i livelli di 3-Mcpd sono rimasti in gran parte invariati. La valutazione statistica del "rischio" correlato a vari gradi di consumo/esposizione verranno utilizzati dai gestori del rischio della Commissione Europea e degli Stati membri, che regolamentano la sicurezza alimentare nell'UE. Essi utilizzeranno la consulenza scientifica dell'Efsa per riflettere su come gestire i potenziali rischi per i consumatori legati all'esposizione a tali sostanze negli alimenti.

Tra i primi a lanciare l'allarme contro l'olio di palma (nonché una petizione di successo) c'è stato il sito specializzato Il Fatto alimentare: "La stima di 12 grammi di olio di palma al giorno presenti nel piatto degli italiani (dato fornito dalle stesse aziende) è inquietante - fa sapere il Fatto alimentare -".