Panama Papers, Verdone su Facebook: "Non ho niente da nascondere, credetemi"

Panama Papers, Verdone su Facebook:

Struie invece, è una cassaforte, anche questa creata da Mossack Fonseca, di cui si sono serviti sia il leader di Forza Italia sia Flavio Briatore, i cui nomi non compaiano direttamente nelle carte panamensi. La società rossonera ha smentito le voci che riguardavano dei pagamenti in nero sull'acquisto di alcuni giocatori, tra cui Marco Van Basten e Ruud Gullit.

Secondo i Panama Papers Pessina e la Ornella Barra, controllano anche la Farniente holding. Difficile pensare che si riapra a breve il fascicolo di indagini sulla Sport Image International, ma è l'ennesima palata di fango gettata addosso alla dirigenza rossonera.

Tra i nomi, spuntano quelli di "Emanuela Barilla, Adriano Galliani, il miliardario Stefano Pessina". Nell'articolo, il settimanale rivela una seconda lista di 100 italiani con i soldi offshore.

"L'articolo apparso in data odierna sul quotidiano La Repubblica, quale anticipazione di un servizio che sarà pubblicato domani sul settimanale L'Espresso, è nei confronti di Adriano Galliani palesemente fuorviante -scrivono in un comunicato ufficiale gli avvocati Leandro Cantamessa e Niccolò Ghedini -". Con un patrimonio personale di 13, 3 miliardi di dollari, inferiore solo a Ferrero e Del Vecchio, è al vertice della multinazionale Wallgreens Boots Alliance.

Nelle carte riguardanti questa inchiesta, risulta esserci la presenza dell'AD rossonero insieme a Giancarlo Foscale e Livio Gironi, amministratori della società Sport Image International delle Isole Vergini britanniche, ovvero una società targata Fininvest. Detta azienda sarebbe stata messa a disposizione dall'avvocato inglese David Mills, inventore del sistema di questo sistema di raggiro off-shore, il quale avrebbe fornito 775 milioni di euro "per conto del presidente di Fininvest".