Panama Papers, ci sono anche Galliani e due società di Berlusconi

Panama Papers, ci sono anche Galliani e due società di Berlusconi

Lo rivela L'Espresso, che domani pubblicherà un'inchiesta con i nomi di tutti gli italiani che compaiono sui già famosi Panama Papers, l'archivio dello studio legale panamense Mossack & Fonseca che attraverso le sue 40 sedi nel mondo ha aiutato centinaia di ricchi a nascondere denaro in Paesi dove si pagano pochissime tasse.

Non manca poi un altro big: si tratta di Stefano Pessina, pescarese di 74 anni, uno dei più influenti manager dell'industria farmaceutica mondiale da anni residente a Montecarlo: l'imprenditore controlla la multinazionale Wallgreens Boots Alliance e possiede un patrimonio personale di circa 13,3 miliardi di dollari, inferiore in Italia solo ai Ferrero e a Leonardo Del Vecchio. "Sono 100 in tutto, imprenditori, professionisti, manager di ogni parte d'Italia", scrive il caporedattore del settimanale Vittorio Malagutti. "Si chiama Farniente holding". La Sport Image International una ventina di anni fa finì al centro di un'indagine giudiziaria per i pagamenti in nero ad alcuni calciatori del Milan, da Ruud Gullit e Marco Van Basten. Tra questi figurano Silvio Berlusconi, in qualità di proprietario della società "Sport Image International", Adriano Galliani, indicato come amministratore della medesima società, e anche Giancarlo Foscale e Livio Gironi che all'epoca dei fatti erano manager Fininvest. Lo si legge in una nota a commento delle indiscrezioni stampa sulla vicenda Panama Papers. A metterla a loro disposizione fu l'avvocato inglese David Mills, creatore del sistema off shore da 775 milioni di euro "per conto del capo della Fininvest".