Covid, Figliuolo: "Possibile terza dose per i vaccini"

Covid, Figliuolo:

È appena arrivata la lettera del generale Figliuolo che autorizza i richiami dei vaccini nelle regioni dove si è in vacanza, come il Piemonte aveva chiesto - commenta così la notizia su Facebook Alberto Cirio - ho sentito ora il presidente Giovanni Toti con cui abbiamo già siglato l'accordo per far sì che i piemontesi in vacanza in Liguria possano ricevere lì la seconda dose, così come per i liguri che trascorreranno le ferie in Piemonte. "Poi è normale che noi andremo avanti anche con la capillarizzazione nella ricerca di chi non si è ancora vaccinato".

Audito in Commissione Bilancio, il commissario Francesco Paolo Figliuolo snocciola i dati di una partita contro il virus ancora da giocare, ma della quale si comincia a vedere la fine. Per questo "vengono impiegati team mobili di vaccinatori dell'Esercito nei Comuni dell'area interna, che operano nelle diverse province ove è maggiormente richiesto". La poderosa e complessa macchina della struttura commissariale si sta rivelando uno strumento efficace e straordinario. Sul fronte degli adeguamenti informatici, i sistemi che le Regioni stanno già usando, se correttamente implementati, consentono già la regolare tenuta del flussi informativi. "Noi pensiamo che dopo un anno si debba fare un richiamo e ci stiamo già attrezzando dal punto di vista logistico e dell'approvvigionamento dei vaccini". "Questo grazie alla grande efficienza raggiunta dalla macchina - ha ricordato il generale - con una media di somministrazioni compresa tra il 90 e il 95% delle dosi consegnate". Un tema che pone una questione etica, come ha precisato anche il microbiologo Andrea Crisanti, in quanto ci ritroviamo a dovere scegliere tra le esigenze di raggiungere l'immunità di gregge (che non si raggiungerebbe se i più giovani non si vaccinassero) e l'esigenza di tutelare la salute di chi dal vaccino non avrebbe benefici all'altezza dei rischi. "E' la bella Italia che quando si mette assieme e fa squadra, vince". Per altri tipi di vaccini magari dura quaranta o cinquant'anni.

"In 100 giorni di attività, abbiamo fatto tanto lavoro con la soddisfazione di essere vicini ai nostri cittadini e i risultati sono 39 milioni e 320mila somministrazioni. Sono sempre stata convinta che non bisognerebbe darli a persone di età inferiore ai 55 anni". "L'Italia in questo momento è molto ben posizionata nelle classifiche europee per ciò che riguarda la somministrazione e le vaccinazioni, e soprattutto la cosa più importante è che ci sia voglia di vaccinarsi e si è vista l'importanza della vaccinazione che è un'architrave della messa in sicurezza del Paese e della ripartenza economica", ha concluso.