Assegno unico per i figli da luglio: il decreto in CdM

Assegno unico per i figli da luglio: il decreto in CdM

Assegno unico figli 2021, la norma ponte arriva in Consiglio dei ministri. L'assegno, stando alla legge delega approvata dal Parlamento, sarà erogato a partire dal settimo mese di gravidanza e fino al compimento del 18esimo anno di età: nel caso i figli stiano studiando, la misura sarà estendibile fino ai 21 anni.

La nuova misura per le famiglie è destinata per adesso a coloro che non hanno accesso ad alcuna forma di sostegno economico, come ad esempio i lavoratori autonomi e i disoccupati, per i quali non sono previsti assegni familiari ANF (erogati ai dipendenti in busta paga secondo un criterio di reddito, quantificato dall'INPS, che conguaglia poi il trattamento ai datori di lavoro). L'importo massimo mensile è 167,5 euro per primo e secondo figlio, maggiorato del 30% dal terzo figlio in poi. Possono beneficiare dell'assegno tutte le famiglie con figli da zero a 18 anni, con Isee fino a 50 mila euro e gli importi variano in base al numero di figli.

L'assegno unico per i figli è stato introdotto dalla legge-delega n.46/2021 ma non è ancora operativo perché mancano i decreti attuativi. Gli importi sono maggiorati di 50 euro per ciascun figlio minore con disabilità.

Sarà una tabella allegata al decreto a stabilire la somma prevista per ciascuna famiglia. L'importo massimo per famiglie con due figli raddoppia a 335 euro. Uno studio sostiene che il nostro paese nel prossimo futuro si ridurrà a una popolazione di 28-30 milioni di abitanti mentre paesi come Francia e Regno Unito resteranno sui 60 milioni. Una misura ponte che diventerà definitiva a partire dal 2022 e potrebbe garantire alle famiglie fino a 653 euro al mese per chi ha tre figli. L'importo dell'assegno cala al crescere dell'Isee e si azzera oltre i 50 mila euro. Si tratta di quasi 2 milioni di famiglie molto eterogenee: soggetti inattivi, percettori di Reddito di cittadinanza, lavoratori autonomi, ma anche dipendenti oggi tagliati fuori dagli assegni per ragioni di reddito familiare.

Per ottenere il nuovo assegno bisognerà presentare domanda online all'Inps (o a patronati e Caf) secondo le regole che saranno fissate dall'Inps entro il 30 giugno. A questi nuclei verrebbe distribuita circa la metà dei 3 miliardi a disposizione.

L'assegno è compatibile con il Reddito di cittadinanza (Rdc) e con la fruizione di altre misure in denaro a favore dei figli a carico erogate dalle Regioni e dai Comuni. La maggiorazione va dai 37,5 euro per ciascun figlio ai nuclei fino a due figli, di 70 euro per figlio ai nuclei di almeno tre figli. Per ora le detrazioni e le altre misure in essere, come assegno natalità e dote mamma, restano. Si tratta di un passo deciso nella direzione dell'universalità, che è il principio fondante della misura.