Accordo al G7, Facebook: "Bene l'intesa anche se pagheremo più tasse"

Accordo al G7, Facebook:

Accordo storico dei ministri dell'Economia dei Paesi del G7 raggiunto nel summit di Londra per l'introduzione in ogni Paese una tassazione minima globale del 15% da applicare alle società in base a dove operano, non dove hanno la sede. Secondo il Tesoro britannico, "le maggiori imprese globali, con margini di profitto di almeno il 10%, vedranno il 20% di tutti gli utili al di sopra di tale soglia riallocato e tassato nei Paesi dove effettuano vendite".

Dopo l'appello lanciato ieri al riguardo sul Guardian da tre dei ministri invitati (d'Italia, Francia e Germania) assieme al collega della Spagna, sono arrivate le dichiarazioni fiduciose su un'intesa anche da parte del padrone di casa, Rishi Sunak, cancelliere dello Scacchiere nel governo di Boris Johnson. Il commissario Ue, Paolo Gentiloni: "Risultati possibili anche grazie al cambio di politica dell'amministrazione Biden". Dall'Europa la notizia viene accolta con favore sia dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, che parla di "grande passo avanti verso l'equità e la parità di condizioni", sia dal presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, secondo cui va nella giusta direzione per "uscire dalla crisi del Covid-19 con maggiore uguaglianza". "È un passo storico verso una maggiore equità e giustizia sociale per i cittadini", commenta il premier Mario Draghi.

Obiettivo dell'accordo è quello di porre fine all'elusione fiscale dei giganti tecnologici, come Amazon e Microsoft, con una tassazione minima globale del 15%. "Senza il ruolo di Janet Yellen - ha continuato - e le sue decisioni delle settimane scorse e il suo contributi in questi due giorni sarebbe stato molto difficile avere questo rilancio multilaterale che è il senso di questo G7". Il principio, per Gentiloni, è semplice: "Tra Paesi - ragiona a margine - non può esserci concorrenza sleale quindi ci vuole una tassazione minima di base per tutti". Quando diverrà operativa sarà accompagnata dal superamento della digital Tax, dove già in vigore. "Vogliamo che il processo di riforma della tassazione internazionale abbia successo" conclude Clegg che riconosce come questo "potrebbe significare che Facebook pagherebbe più tasse e in luoghi diversi".

La riunione ministeriale è iniziata ieri ed è proseguita oggi.