Narcotizza una studentessa, ne abusa e poi la fotografa, 50enne arrestato

Narcotizza una studentessa, ne abusa e poi la fotografa, 50enne arrestato

Secondo la ricostruzione degli investigatori, è stata attirata nell'azienda di Di Fazio e poi, col pretesto di incontrare altri imprenditori, nel grande appartamento dove l'uomo vive in centro a Milano. Tentativi che però secondo gli inquirenti sarebbero solo parte della strategia difensiva: ieri mattina, in esecuzione a un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal giudice per le indagini preliminari, i carabinieri lo hanno arrestato per violenza sessuale aggravata, sequestro di persona e lesioni personali aggravate e lo hanno portato in carcere. Qui avrebbe perso completamente i sensi dopo aver bevuto un caffè e si sarebbe poi risvegliata a casa propria ancora stordita e con addosso i vestiti della sera precedente. Ad eseguire l'operazione i carabinieri del nucleo operativo della compagnia Milano Porta Monforte, a suggello di una indagine coordinata dal Dipartimento tutela della famiglia, dei minori e di altri soggetti deboli della procura di Milano. Grazie a una perquisizione domiciliare eseguita, dopo qualche giorno, presso l'abitazione del 50enne, i carabinieri hanno scoperto, nascoste in una nicchia a scomparsa della cucina, due confezioni del medicinale "Bromazepam", un ansiolitico della famiglia delle benzodiazepine. L'uomo ha abusato della ragazza e poi l'ha fotografata. Amante della bella vita e di auto lussuose e ritenuto un millantatore, sulla scorta di un contratto di forniture di mascherine alla Regione si spacciava come alto commissario per l'emergenza Covid. Dalle indagini sarebbero emersi altri casi di violenza ai danni di diverse giovani, almeno quattro, non ancora identificate. In casa aveva anche una pistola finta, un lampeggiante e un tesserino del ministero dell'Interno.

Gli ulteriori approfondimenti investigativi, espletati in collaborazione con il Nucleo Investigativo di Milano, hanno quindi consentito di accertare, anche mediante attività tecnica, suffragata dall'analisi dei tabulati telefonici, delle immagini estrapolate dagli impianti di videosorveglianza e dei dati gps registrati dallo smartwatch in uso alla vittima, nonché da accertamenti informatici eseguiti su vari telefoni e computer utilizzati dall'imprenditore, che quest'ultimo, in data 26 mar. u.s., dopo aver invitato la giovane vittima alla presunta riunione di lavoro, le ha somministrato, mescolandola con un caffè e un succo d'arancia, un'elevata dose di benzodiazepine, tale da cagionarle un'intossicazione con avvelenamento al solo fine di: privarla della libertà personale, trattenendola presso la propria abitazione contro la sua volontà fino al mattino seguente; porla in uno stato di incapacità di volere e di agire per abusarne e fotografarla. Gli inquirenti lanciano un appello a tutte le potenziali vittime dell'imprenditore a mettersi in contatto con i carabinieri della compagnia Porta Monforte di viale Umbria.