Israele invade Gaza. Bombardamenti intensi per l'offensiva di terra

Israele invade Gaza. Bombardamenti intensi per l'offensiva di terra

L'aviazione ebraica ha risposto con circa 600 attacchi, soprattutto contro la catena di comando e di intelligence di Hamas e della Jihad e contro i lanciatori di missili anti tank: 60-70 i miliziani uccisi, secondo il resoconto dei militari.

Il presidente Joe Biden ha avuto una conversazione con Netanyahu e ha fatto sapere che intende sentire i leader della regione.

Sembra oramai inarrestabile l'ondata di violenza che si sta abbattendo sul Medio Oriente nello scontro fra arabi e israeliani: da una parte Israele, che si prepara ad una sanguinosa battaglia ammassando truppe ai confini con la striscia di Gaza, dall'altra Hamas, che chiama a raccolta la popolazione affinché combatta.

"Siamo in stato di emergenza", ha detto Gantz, che ha disposto il rinforzo di 10 battaglioni della polizia di frontiera.

Poco fa sono scattate di nuovo le sirene di allarme nella città israeliana di Ashkelon e nelle località vicine al confine tra Israele e la Striscia di Gaza.

Il portavoce dell'IDF, il generale di brigata Hidai Zilberman, ha specificato che, al momento, i piani sono in fase di elaborazione da parte dei militari, dopodiché verranno presentati alle autorità politiche del Paese per l'approvazione.

Gli scontri hanno segnato l'epilogo di un mese di alterchi, una marcia organizzata da nazionalisti israeliani che doveva attraversare la zona a maggioranza musulmana nella Città antica di Gerusalemme Est è stata cancellata per il timore che potesse innescare una rivolta nel Jerusalem Day (9-10 maggio) che segna la conquista di Gerusalemme Est del 1967.

Sì, lo sono, ma la causa più immediata è l'incapacità di Netanyahu di formare un governo e l'impossibilità reale che qualcun altro possa farlo.

Truppe israeliane, ha confermato il portavoce militare Jonathan Conricus alle 4.50 della notte (ora italian), sono penetrate dal nord della Striscia. Nei quartieri di Silwan e Sheikh Jarrah il metodo usato è di rivendicare le proprietà degli ebrei, in altre parti è spedire i palestinesi in Cisgiordania e in altri casi è l'uso di una crescente pulizia etnica.

"Appoggiamo al cento per cento la polizia e il resto delle forze di sicurezza per riportare la legge e l'ordine nelle città di Israele" ha detto Netanyahu riferendosi ai disordini e scontri tra israeliani e palestinesi che si stanno registrando in contemporanea con il conflitto con Hamas.

Una escalation così grave non si vedeva dal 2014.

Anche la Difesa israeliana ha precisato che "attualmente non ci sono truppe" dell'Idf - le forze di difesa israeliane - all'interno della Striscia di Gaza.

Sfortunatamente, conflitti come questo non cambiano le politiche dall'alto, rafforzano soltanto la solidarietà con i palestinesi all'interno delle società civili. "È stato un miracolo che siano uscite solo con alcune lesioni".

Ma è oramai chiaro che la situazione sta scivolando in maniera irreversibile e sta degenerando. Ma ci stiamo avviando per la strada che va verso quella direzione.