Esercito israeliano colpisce gli obiettivi delle "forze navali di Hamas" a Gaza

Esercito israeliano colpisce gli obiettivi delle

Ma a preoccupare la leadership israeliana sono anche - o forse soprattutto - le violenze che da giorni, a partire dagli scontri di Gerusalemme, stanno infiammando le città miste con una vera e propria caccia all'uomo tra ebrei e arabi e tentati linciaggi da entrambe le parti. I primi intraprendono un'importante campagna aerea contro i secondi, che lanciano centinaia di razzi improvvisati verso Israele. Sono stati poi riportati nei pressi dell'Arengaro dove alle 18 ha avuto inizio il raduno ufficiale. Lo ha annunciato il servizio stampa dell'IDF.

L'esercito israeliano ha colpito le forze navali di Hamas a Gaza. Omette però di riportare le numerose esplosioni avvenute su abitazioni civili, le quali hanno causato la morte di intere famiglie. Hamas ha utilizzato i nuovi razzi denominati "Ayash250". Fuori da Gaza è anche continuata la guerriglia etnica.

Intanto questa mattina intensi lanci di razzi da Gaza sono ripresi in direzione della vicina città israeliana di Sderot e dei villaggi agricoli della zona. Il bilancio delle vittime palestinesi è di almeno 103 morti, tra cui 27 bambini. Si registra invece un solo decesso da parte israeliana, per un totale di 7 morti. Il portavoce della Brigata Qassam - ala militare del partito politico Hamas - da parte sua ha minacciato che qualora le truppe di terra israeliane dovessero entrare a Gaza, quella che si verificherebbe da parte palestinese sarebbe una risposta ferma che potrebbe costare molto caro a Tel Aviv.

L'operazione israeliana - soprannominata "Guardiano delle mura" - potrebbe infatti vedere anche un'imminente impiego delle truppe di terra. Le forze di terra stanno attaccando a Gaza.

Il presidio di domani ha l'obiettivo di chiedere la fine del "massacro del popolo palestinese, dell'espansione coloniale israeliana, dell'occupazione illegale della Palestina e per affermare la necessità di interventi del governo italiano, della comunità internazionale e dell'Onu per la promozione di forti azioni diplomatiche e di rispetto del diritto internazionale che portino alla rimozione delle cause della violenza e al riconoscimento dello Stato palestinese come misura necessaria per l'avvio di relazioni paritetiche tra i due Stati". "L'ultima parola non è ancora stata pronunciata", ha continuato Netanyahu, "E questa operazione continuerà finché necessario".