Berlusconi perseguitato? La Corte Ue presenta il conto all'Italia

Ha avuto diritto a un processo equo? "Entro il 15 settembre il governo è chiamato a rispondere ai rilievi avanzati dalla Cedu - aggiunge Esposito -". E' quanto annuncia l'ex giudice Antonio Esposito, presidente della sezione di corte di Cassazione che nel 2013 emise la sentenza nel procedimento Mediaset per evasione fiscale, commentando la decisione della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo che ha rivolto dieci domande al Governo italiano in relazione alla vicenda giudiziaria che coinvolse l'ex presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Anche condannando l'Italia per avere perseguitato giudiziariamente Berlusconi.

L'elenco delle presunte violazioni dei diritti della difesa va dal rigetto dell'istanza di trasferimento del processo ad altra sede ai mancati riconoscimenti del legittimo impedimento a partecipare a cinque udienze, dal taglio dei testimoni richiesti dalla difesa alla mancata traduzione in italiano di alcuni documenti provenienti dall'estero.

Tutte contestazioni già presentate in Italia ma respinte. Il ricorrente si è visto infliggere una pena più grave rispetto a quella applicabile al momento in cui la violazione è stata commessa, in ragione della mancata applicazione delle circostanze attenuanti? A quel punto ci sarà la replica dei difensori del Cavaliere, prima del verdetto finale. Dai tempi del tutto imprevedibili.

E mentre i legali di Berlusconi hanno chiesto alla Corte d'appello di Brescia la revisione del processo milanese, i giudici di Strasburgo chiedono all'Italia di fornire risposte scritte ai quesiti. In questo caso invece hanno deciso di insistere.