Nuovo Decreto Covid, niente zone gialle fino a maggio

Nuovo Decreto Covid, niente zone gialle fino a maggio

Restano chiusi barbieri e parrucchieri.

"Sulle aperture noi sosteniamo la linea Draghi: quindi se i dati scientifici portano in zona rossa, si chiude". Se ad aprile i dati portano una regione in zona gialla lì si apre. Con delibera del Cdm possono essere essere fatte specifiche deroghe.

Ma il centrodestra spinge per un meccanismo di revisione delle misure non aleatorio, che dia concretezza alla possibilità di riaprire ("lavoro, sport, vita", dice la Lega). Più fonti confermano che il confronto è ancora apertissimo tra i ministri e non si è trovata una mediazione, in attesa della sintesi che farà il premier Draghi. Le scuole invece tornano in presenza dal 7 al 30 aprile fino alla prima media, anche in zona rossa. Le nuove norme prevedono il licenziamento o la sospensione senza remunerazione per il personale che rifiuta la vaccinazione, anche se non è a contatto diretto con i pazienti. Arriva lo scudo penale per chi somministra i vaccini.

"Al fine di tutelare la salute pubblica e mantenere adeguate condizioni di sicurezza nell'erogazione delle prestazioni di cura e assistenza - recita testualmente la bozza del decreto - gli esercenti le professioni sanitarie e gli operatori di interesse sanitario che svolgono la loro attività nelle strutture sanitarie, sociosanitarie e socio-assistenziali, pubbliche e private, farmacie, parafarmacie e studi professionali sono obbligati a sottoporsi a vaccinazione gratuita per la prevenzione dell'infezione da SARS-CoV-2". La disposizione vale anche per gli autonomi.

Quando si raggiungerà l'immunizzazione di massa o si registrerà un calo importante della diffusione del virus, la sanzione verrebbe revocata. Nel decreto ci sarà anche lo 'scudo penale' per i somministratori, limitando la punibilità ai soli casi di colpa grave. "Nelle medesime zone gialla e arancione le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado adottano forme flessibili nell'organizzazione dell'attività didattica, ai sensi degli articoli 4 e 5 del decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275, affinché sia garantita l'attività didattica in presenza ad almeno il 50 per cento, e fino a un massimo del 75 per cento, della popolazione studentesca mentre la restante parte della popolazione studentesca delle predette istituzioni scolastiche si avvale della didattica a distanza". Dal 3 al 5 aprile tutta Italia sarà in zona rossa: è consentito andare nelle seconde case e visitare i parenti e gli amici una sola volta al giorno. A partire dalla metà del mese di aprile, inoltre, si sarebbe potuto valutare un allentamento delle restrizioni nei territori a basso rischio. Questo consentirebbe la riapertura di bar e ristoranti a pranzo con servizio al banco o al tavolo. Le misure saranno in vigore dal 7 al 30 aprile. E' il caso ad esempio di Campania Puglia e Liguria, che hanno posto per Pasqua il divieto non solo per i non residenti ma anche per i residenti.

Imposto il siero al personale sanitario e anche ai farmacisti o a chi lavora in parafarmacie. L'ala aperturista si scontra, però, con i rigoristi che ritengono necessario un altro mese di chiusure per frenare il contagio.

Nel decreto, infine, ci sarà una norma per sbloccare tutti i concorsi nella Pubblica amministrazione, compreso quello per i magistrati, dopo il via libera del Comitato tecnico scientifico al protocollo messo a punto dal ministero della Funzione Pubblica.