Via libera all'assegno unico per i figli: requisiti e chi può richiederlo

Via libera all'assegno unico per i figli: requisiti e chi può richiederlo

L'Assegno unico per i figli introduce in Italia un cambiamento storico nel sistema dei sostegni strutturali ai nuclei familiari.

"Un assegno mensile per tutti, sostanzioso, dalla nascita alla maggiore età, maggiorato per i disabili - spiega Serracchiani - significa in particolare aiutare le donne a mettersi o a restare sul mercato del lavoro".

Il progetto dell'assegno unico era fermo in Senato dalla scorsa estate, dopo che la Camera aveva dato il primo via libera - sempre all'unanimità - al disegno di legge che delega il governo a istituire il nuovo strumento "universale e progressivo". Lo ha detto il premier Mario Draghi, rispondendo ad una domanda in conferenza stampa. Ad essere coinvolte in questo drastico taglio sono quasi un milione e 350mila famiglie di lavoratori dipendenti, che rispetto a quanto stanno percependo oggi, perderanno la bellezza di 381 euro ogni anno. Lepri, promotore di due proposte di legge nel 2014 e nel 2018, con il capogruppo Dem Graziano Delrio, descrive l'assegno unico come un "merito principale (non esclusivo) del Pd" e "una grande riforma di iniziativa parlamentare".

Assegno unico, il nodo delle risorse!

Fino ai 18 anni del figlio, l'assegno andrà ai genitori.

Si attende che il Governo definisca la scala per calcolare l'importo in base all'Isee: la dichiarazione sostitutiva unica, infatti, sarà fondamentare per capire l'ammontare dell'assegno.

Il contributo viene erogato come credito d'imposta oppure ogni mese in denaro e comprende tutte le agevolazioni esistenti finora, ovvero detrazioni per i figli, assegni familiari, bonus mamma e bonus bebè.

Una novità importante riguarda il fatto che l'assegno sarà corrisposto a tutti coloro che hanno figli, compresi lavoratori autonomi e incapienti, mentre oggi gli assegni familiari spettano solo a lavoratori dipendenti e pensionati, e le detrazioni per i figli a carico di fatto escludono gli incapienti. Con questa misura, finalmente, arriva qualcosa anche per gli autonomi, che ad oggi non hanno mai preso contributi per i figli. In alternativa, devono essere iscritti al Centro per l'impiego se disoccupati. Da questo limite in su, l'importo dell'assegno diminuisce fino ad arrivare a 67 euro per i minori e 40 euro per i maggiorenni under 21 in caso di Isee sopra i 52.000 euro.