Varato il nuovo piano nazionale: 500mila somministrazioni al giorno

Varato il nuovo piano nazionale: 500mila somministrazioni al giorno

Due su tutti: una distribuzione più puntuale ed efficace su tutto il territorio, ma anche un deciso incremento nel numero delle vaccinazioni giornaliere.

Se il generale Figliuolo si dice ottimista "combatto per vincere, la campagna dovrà concludersi entro l'estate o tornerò a fare quello che facevo prima" gli italiani sono più scettici: da un lato per i precedenti proclami disattesi e, dall'altro, per le recenti reazioni avverse al vaccino AstraZeneca, ancora da provare, che hanno causato la sospensione di un lotto da parte dell'Aifa. Insieme a 24,8 milioni di dosi di Pfizer e 4,6 milioni di Moderna il governo conta di lanciare ad aprile la vera campagna vaccinale di massa, finora rimasta perlopiù sulla carta. L'obiettivo è di raggiungere a regime le 500 mila somministrazioni al giorno su base nazionale, vaccinando (con almeno una dose) almeno l'80% della popolazione entro settembre: di fatto tre volte quante somministrazioni sono state effettuate nelle scorse settimane, ovvero 170 mila al giorno. Sugli approvvigionamenti, anello debole della catena, ha assicurato l'arrivo entro la fine di giugno di altre 52 milioni di dosi. A questo scopo sarà incrementata "la platea dei vaccinatori e il numero di punti vaccinali". Mentre ulteriori 84 milioni sono previsti prima dell'autunno. Tra gli elementi del piano anche "un monitoraggio costante dei fabbisogni con interventi mirati". Il piano vaccini prevede che verrà costituita una riserva vaccinale pari a circa l'1,5 percento delle dosi, per poter fronteggiare con immediatezza esigenze impreviste, indirizzando le risorse nelle aree interessate da criticità, prevedendo l'impiego di rinforzi del Dipartimento di Protezione Civile e della Difesa. Si interverrà inoltre anche secondo "il principio del punto di accumulo, concentrando le risorse necessarie verso aree cluster". Una decisione che nasconde un retroscena perché, come si legge in un'intervista ripresa dal Corriere della Sera, il sostituto di Arcuri ha ammesso di essere preoccupato per "alcune Regioni tra cui la Calabria".

Tutti i medici in campo.

"Verrà dato impulso all'accordo per impiegare medici di medicina generale (fino a 44mila), odontoiatri (fino a 60mila), medici specializzandi (fino a 23 mila)". Si potrà far ricorso, tramite accordi, anche ai medici della Federazione Medico Sportiva Italiana. Il governo promette anche di assumere medici e infermieri a chiamata, in aggiunta agli oltre 1700 già operativi. "Con l'adozione in tempi brevi di soluzioni informatiche per l'ampliamento delle funzioni di prenotazione e somministrazione dei vaccini". Al tavolo, coordinato dalla Struttura Commissariale, partecipano la Protezione Civile, le Regioni e le Province autonome, con l'eventuale partecipazione di altri attori istituzionali e delle associazioni.