Vaccini, da luglio produrrà lo Sputnik nella sede in Brianza

Vaccini, da luglio produrrà lo Sputnik nella sede in Brianza

L'Italia è il primo Paese in Europa a produrre il vaccino Sputnik, lo ha annunciato la Camera di Commercio Italo-Russa.

L'annuncio è clamoroso e spunta fuori dal nulla: "Firmato l'accordo tra il fondo governativo russo e la società Adienne Pharma&Biotech per la produzione in Italia del vaccino Sputnik V". In particolare l'azienda si impegna da sempre nella ricerca e nella commercializzazione sull'oncoematologia, sulle malattie autoimmuni, sul trapianto di organi e di midollo osseo. "La partnership permetterà di avviare la produzione già dal mese di luglio 2021 - scrive in un comunicato la Camera di Commercio - il processo produttivo innovativo aiuterà a creare nuovi posti di lavoro e permetterà all'Italia di controllare l'intero processo di produzione del preparato". Immediata la reazione del leghista Roberto Calderoli: "Accelerazione per la riconversione industriale per la produzione nazionale italiana di vaccini con 200 milioni liberati ieri dal ministro Giancarlo Giorgetti, l'accordo per produrre il vaccino Sputnik in Italia, la pressione politica sulla Commissione UE e conseguentemente sull'Ema per avere una velocizzazione nello sblocco dei vaccini Johnson&Johnson e Sputnik a livello europeo".

Saeed Kaari  IKAC via AP
Saeed Kaari IKAC via AP

"Questo accordo è il primo nel suo genere con un partner europeo. Può essere definito un evento storico, che è la prova del buono stato delle relazioni bilaterali tra i nostri Paesi e ci mostra che le aziende italiane possono vedere oltre le differenze politiche", ha dichiarato ai microfoni di Ria Novosti, Vincenzo Trani, presidente della Camera di commercio italo-russa. Previa approvazione dell'Ema, l'Agenzia europea del farmaco, che ha avviato la valutazione ma non ha ancora dato il via libera al vaccino russo anti Covid. "I suoi commenti sollevano serie domande su possibili interferenze politiche nella revisione dell'Ema in corso: lo Sputnik V è approvato da 46 Nazioni", si legge sul profilo.

"L'Ema - prosegue l'account - non ha permesso tali dichiarazioni su nessun altro vaccino". Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità.