Terremoto nel Pd: si dimette Zingaretti: "Provo vergogna"

Terremoto nel Pd: si dimette Zingaretti:

Già nelle precedenti due serate del Festival di Sanremo 2021 lo showman siciliano aveva fatto ironia sul Pd e il suo segretario: non poteva certo evitare il tris, dato che oggi è arrivata la notizia improvvisa delle dimissioni di Zingaretti, che ha pure attaccato i suoi "nemici" all'interno del partito, dichiarando di vergognarsi per il fatto che si parli di poltrone e nomine da venti giorni. Ad annunciarlo è lo stesso governatore della Regione Lazio in una nota ufficiale divulgata via Facebook e non solo.

"Lo stillicidio non finisce".

E ancora: "Non è bastato".

"Mi ha colpito il rilancio di attacchi anche di chi in questi due anni ha condiviso tutte le scelte fondamentali che abbiamo compiuto. Non ci si ascolta più e si fanno le caricature delle posizioni".

Il politico spiega che "il Pd non può rimanere fermo", per colpa di "una guerriglia quotidiana". "È importante che prima di fare il congresso il Pd sappia se intende farlo in maniera coinvolgente e aperta a forze anche esterne al partito e se voglia dare spazio alle correnti, in modo tale che possano esprimersi con nettezza e senza ipocrisia".

Da lì arriva la drastica decisione con tanto di uscita di scena, seppur a malincuore. Proprio per questo "visto che il bersaglio sono io, per amore dell'Italia e del partito, non mi resta che fare l'ennesimo atto per sbloccare la situazione". Nelle prossime ore scriverò alla Presidente del partito per dimettermi formalmente. Ora tutti dovranno assumersi le proprie responsabilita'. "L'Assemblea Nazionale farà le scelte più opportune e utili". Conclude Zingaretti annunciando le dimissioni: "Io ho fatto la mia parte, spero che ora il Pd torni a parlare dei problemi del Paese e a impegnarsi per risolverli". A tutte e tutti, militanti, iscritti ed elettori un immenso abbraccio e grazie.

"Nicola Zingaretti ha accettato la sfida e tutti i rischi, si è accollato dei pesi spaventosi rischiando l' impopolarità, subendo i mal di pancia della base, chiamato ad immolarsi alla Ragion di Stato, inevitabile e irrinunciabile, per persone di coscienza come lui".