Speranza, chi ha fatto prima dose AstraZeneca sia tranquillo

Speranza, chi ha fatto prima dose AstraZeneca sia tranquillo

La campagna di vaccinazione "va avanti e dovrà accelerare grazie all'aumento delle dosi a disposizione". "Un piano da strutturare in cinque assi, che rappresentano gli ambiti in cui è piu' urgente intervenire", annuncia Speranza. La sospensione "temporanea e precauzionale" delle somministrazioni di AstraZeneca "è stata frutto di un confronto prima delle agenzie regolatorie nazionali, poi dei ministri della Salute - ha spiegato Speranza - In Germania sono stati osservati dei casi di trombosi molto rari nei giovani, perciò siamo arrivati a questa sospensione, i principali Paesi europei hanno valutato di fermare la somministrazione e chiedere ad Ema un chiarimento". "Il vaccino, comunque, è l'arma fondamentale per contrastare il Covid, il governo italiano considera la vaccinazione come la prima vera chiave per chiudere questa stagione e quanto avvenuto nelle ultime ore non incrina la nostra fiducia".

Prima consegna Johnson&Johnson dopo metà aprile - "Sul vaccino Johnson & Johnson l'auspicio è che dopo la metà di aprile possano arrivare le prime dosi", dice Roberto Speranza parlando del vaccino monodose che dovrebbe aiutare a dare una forte accelerazione alla campagna d'immunizzazione dal virus. "Il primo asse riguarda gli interventi da realizzare sul territorio, attraverso il potenziamento dei servizi assistenziali territoriali, per garantire l'esigibilità dei Lea costruendo un modello condiviso assolutamente necessario".

Infine, per l'ennesima volta, mister chiusure Speranza ci spiega che "la verità è che la situazione epidemiologica del Paese è ancora complicata. Ne abbiamo quattro a disposizione, molte dosi sono in arrivo: oggi possiamo avere una ragionata fiducia". Lo testimoniano tutti i numeri con un indice Rt crescente, ormai stabilmente sopra l'1. Colpa anche delle varianti che hanno maggiore capacità diffusiva, soprattutto quella inglese che, per il 35-40 per cento, è la più insidiosa toccando il 54 per cento della totalità dei casi. A cominciare dalla capacità di testing, ma soprattutto i vaccini che sono il vero fatto nuovo. Con il criterio di 250 casi per 100mila per l'ingresso in zona rossa speriamo di piegare la curva. Elementi che fanno del marzo 2021 un mese "non paragonabile" con il marzo del 2020. "Quindi una situazione non semplice che richiede la massima cautela con l'impegno di tutte le istituzioni".