Renzi, con Draghi sconfitta populismo e trionfo politica

Renzi, con Draghi sconfitta populismo e trionfo politica

La quarta da quando Matteo Renzi, nel 2019 ha deciso di uscire dal Pd per fondare il suo partito.

Domani l'ex-premier proverà a rilanciare Italia Viva rivendicando la caduta del Conte II come "l'operazione Draghi". "Abbiamo già iniziato, dobbiamo adesso in qualche modo disciplinarne un format, un metodo, un modo di azione". Prima di sottolineare che "per la primavera del riformismo bisogna passare dalle parole ai fatti, su giustizia e diritti in primis". Dopo aver ribadito che Italia Viva è alternativa al populismo e al sovranismo, Renzi lancerà la sfida riformista a Partito Democratico sui temi della Giustizia, dell'Economia, dei Diritti e del Lavoro. Il tesseramento è stato concluso e il congresso di domenica, che si terrà in remoto per rispettare le norme anti-Covid, servirà a dare forma anche ad un coordinamento esecutivo e all'assemblea cittadina, della quale faranno parte di diritto i circa trenta delegati che parteciperanno alla riunione di domenica. "La vicenda Eni grida vendetta, io sono andato in Parlamento a difendere Claudio Descalzi e Paolo Scaroni, anni di processi e spese legali e alla fine si e' dimostrato che quella vicenda non esisteva". Perché si è riformisti non se i diritti si evocano, ma se le riforme si fanno.

"Il Jobs Act tanto criticato ha funzionato, ha creato un milione di posti di lavoro". E sulle prossime elezioni politiche cita l'ex segretario della Dc, Martinazzoli: "Abbandoniamo la retorica mistica delle alleanze". "Noi siamo pronti ad andare con qualsiasi legge", sottolinea. Si chiama politica. Il sondaggio è un istante, non fonda e non crea cultura politica. Una Primavera delle idee, pronto al confronto e invitando a 'spezzare insieme la catena di odio creata da Grillo'. "Con il governo Draghi si è aperta la stagione della primavera italiana: è la sconfitta del populismo e il trionfo della politica".

"Italia Viva è quella forza che ha permesso il cambiamento", ha quindi affermato Renzi sottolineando: "Nel giro di 2 mesi l'Italia è tornata ad essere una grande potenza mondiale, ha recuperato credibilità. Non ci credeva nessuno, ci davano per dei pazzi", aggiungendo che anche se "oggi Italia viva non è più decisiva per la tenuta del governo", l'obiettivo "non è ritagliarsi una nicchia di potere", ma "la salvezza del paese".