Nuovo decreto, le misure dopo Pasqua

Nuovo decreto, le misure dopo Pasqua

Il coprifuoco resterà intatto, dalle 22 alle 5, sempre e comunque.

E' inoltre "consentito lo svolgimento della prova scritta del concorso per magistrato ordinario indetto con decreto del Ministro della giustizia 29 ottobre 2019 anche in deroga alle disposizioni vigenti che regolano lo svolgimento di procedure concorsuali durante l'emergenza pandemica da Covid-19". Il passaggio o la permanenza in zona rossa saranno legati all'incidenza cumulativa settimanale dei contagi superiore a 250 casi ogni 100.000 abitanti. Il nuovo decreto Draghi prevede ancora il sistema a colori, con l' Italia divisa tra zona rossa e arancione per tutto il mese di aprile.

STOP AGLI SPOSTAMENTI, SÌ ALLE SECONDE CASE: Di sicuro dal 7 di aprile non si tornerà a spostarsi tra le regioni. Per giustificare gli spostamenti bisogna esibire l'autocertificazione. È consentito il rientro nelle seconde case ubicate dentro e fuori regione, ma solo in compagnia del proprio nucleo familiare. Divieto alle Regioni di decidere sulla chiusura delle scuole.

Nel testo con le restrizioni per il periodo di aprile dovrebbe prevedere anche una norma che vieta ai governatori regionali di chiudere le scuole fino alla prima media, anche in zona rossa. Tempistiche e modalità saranno definite con un successivo decreto ministeriale.

Sarà approvato oggi in Consiglio dei ministri il nuovo decreto con le misure che entreranno in vigore dopo Pasqua.

Stessa linea anche da parte del direttore sanitario dell'Azienda sanitaria Antonio Ferro (nella foto): "È un dovere etico e morale: i sanitari non possono mettere a rischio la vita dei degenti, perché è di questo che si parla". Stando alla bozza, avranno l'obbligo di vaccinarsi "gli esercenti le professioni sanitarie e gli operatori di interesse sanitario che svolgono la loro attività nelle strutture sanitarie, sociosanitarie e socio-assistenziali, pubbliche e private, farmacie, parafarmacie e studi professionali". Non ci sarà alcun automatismo, come richiesto dalla Lega e da Forza Italia che, invece, spingono sulla riapertura di ristoranti, cinema, teatri e sale concerto.

Che il livello di attenzione sui contagi resti altissimo lo ha fatto capire il presidente della Protezione civile Fabrizio Curcio, quando a Genova, prima della riunione con l'ex presidente della Bce, ha detto "siamo in guerra, servono norme da guerra".

Intanto ieri il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha firmato un'ordinanza che dispone, per arrivi e rientri da Paesi dell'Unione europea, tampone in partenza, quarantena di 5 giorni e ulteriore tampone alla fine dei 5 giorni.

E' un cantiere ancora aperto il decreto legge Covid atteso nel pomeriggio in Consiglio dei ministri: si lavora ancora al meccanismo che potrebbe consentire un margine per le aperture intorno al 20 aprile per le Regioni che abbiano dati di contagi particolarmente bassi.

Nessuna novità invece, almeno per il momento, per quanto riguarda palestre e piscine.