In Lombardia accordo per vaccinare i lavoratori in azienda

In Lombardia accordo per vaccinare i lavoratori in azienda

E abbiamo preso questa decisione guardando avanti: con la possibilità di utilizzare AstraZeneca per qualsiasi età tranne per le persone con estrema vulnerabilità, unitamente alla previsione di avere anche Jhonson&Jhonson entro aprile, arriveremo ad avere una capacità vaccinale maggiore, e per questo è giusto attrezzarsi. "Ci sarà questo rafforzamento della nostra capacità vaccinale - ha aggiunto Fontana -, quindi altri centri vaccinali, altri medici e addetti che miglioreranno la qualità vaccinale". Le Indicazioni del Cts nazionale arrivate oggi, ha osservato Fontana "bisogna leggerle con attenzione. Ma a questo tavolo potrebbero essere sedute anche altre associazioni". La Confindustria nazionale ha presentato un piano al governo per il coordinamento nazionale delle vaccinazioni in azienda. "E lo facciamo soprattutto perché dalla vaccinazione dipenderà il rilancio economico della nostra regione, che equivale a dire il rilancio economico di tutto il Paese". A quanto pare invece negli ultimi giorni, sfruttando una falla nel sistema, sarebbero risucite a vaccinarsi anche persone che non ne avevano diritto. "Per questo ci siamo messi a disposizione per garantire la sicurezza nelle aziende".

"L'evoluzione è talmente rapida - ha detto Fontana - che fare anticipazioni rischia di essere assolutamente fuori luogo". Tra questi i dipendenti della grande distribuzione che però non sono coinvolti da questo protocollo. "Oggi vogliamo vincere questa battaglia del Covid perché non possiamo rimanere inerti, questa è una risposta chiara e precisa di fronte a questo problema", ha detto.

MAURIZIO CASASCO, CONFAPI - "Coniugare la salute e le attività produttive - ha sottolineato Maurizio Casasco - è fondamentale".

Aggiungendo un'esortazione: quella di fare squadra: "Dobbiamo stare tutti dalla stessa parte, perché dall'altra parte c'è il virus. Temiamo moltissimo le varianti, prima riusciamo a vaccinare tutti meno contagi avremo, meno contagi avremo, meno varianti avremo". Abbiamo un mese, un mese e mezzo. "E dovremo vincere nelle aziende le resistenze alla vaccinazione".

L'associazione della categoria, l'Anma, ha posto alcuni vincoli.

Ma se il protocollo per ora coinvolge due attori, non tarderanno ad arrivarne altre, e sul tavolo dell'assessore Guidesi sono già giunte delle richieste in questo senso. Infatti nella classifica delle somministrazioni fatte in rapporto a quelle consegnate la Lombardia ha davanti a sè: Abruzzo, Basilicata, Campania, Emilia-Romagna, Friuli Venezia-Giulia, Lazio, Marche, Molise, Provincia autonoma di Bolzano e di Trento, Piemonte, Puglia, Val D'Aosta e Toscana. "Siamo soddisfatti per la celerità con cui Regione Lombardia si è attivata per poter consentire la somministrazione dei vaccini anche nelle aziende e siamo pronti fin da subito a confrontarci con i referenti della Direzione Generale Welfare per sottoscrivere il protocollo d'intesa e definire le modalità operative da seguire". Noi stiamo cercando di contenere con tutte le misure che abbiamo assunto.

"La battaglia contro il virus - conclude il presidente Voltini - è ora la priorità numero uno per uscire da una crisi sanitaria, sociale ed economica che deve vedere le forze sociali al fianco delle Istituzioni".