Draghi: "Vaccinare quante più persone possibile e intanto programmare riapertura delle scuole"

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Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, interviene in Aula al Senato per le comunicazioni in vista del Consiglio europeo del 25 e del 26 marzo 2021.

Mario Draghi apre il suo discorso parlando della fiducia nel piano vaccinale, la quale è portata avanti con la massima intensità in Italia e in Europa. Queste pesanti indiscrezioni, però, non sono ancora state confermate da Palazzo Chigi, che vorrebbe "evitare lo stillicidio di date". "Serve dare priorità a questo mondo nella campagna vaccinale, anche se capiamo che, vista la penuria attuale di vaccini, si debba pensare di più alle persone fragili e agli anziani". A un anno di distanza, dobbiamo fare tutto il possibile per una piena e rapida soluzione della crisi sanitaria.

Inaccettabile - ha detto il premier - che la campagna vaccinale proceda in maniera disomogenea tra le Regioni.

"Si parla molto di autonomia strategica, in riferimento alla sicurezza e al mercato unico, ma la prima autonomia strategica oggi è quella dei vaccini" ha aggiunto.

L'obiettivo numero uno del Governo Draghi è quello di accelerare le vaccinazioni nelle prossime settimane per contrastare al meglio la diffusione del Covid. "Questo regolamento fa chiarezza sulla distribuzione dei vaccini al di fuori dell'Ue, in particolare verso Paesi che non versano in condizioni di vulnerabilità, e riteniamo e lo abbiamo dimostrato va applicato quando necessario". "Per vaccini fatti, l'Italia e' seconda dopo la Spagna, ma per i noti motivi l'Unione Europea si colloca dietro molti altri Paesi". "Insomma quello che abbiamo da imparare è che una volta che abbiamo una logistica efficiente, e l'abbiamo, con meno requisiti formali e con un maggior pragmatismo, si arriva anche ad una maggiore velocità". Abbiamo già ottenuto degli importanti risultati: l'86% degli ospiti delle Rsa ha già ricevuto una dose di vaccino e oltre due terzi hanno completato il ciclo vaccinale. "Mentre alcune Regioni seguono le disposizioni del ministero della Salute, altre trascurano i loro anziani dando priorità a categorie che forse vantano qualche forza contrattuale", afferma Draghi prendendosela con alcune Regioni. "Dobbiamo essere uniti nell'uscita dalla pandemia come lo siamo stati soffrendo, insieme, nei mesi precedenti".

Per ora l'Italia è blindata, tutte le regioni sono in zona arancione o rossa e gli spostamenti sono fortemente limitati. "In tempo di pandemia, anche se le decisioni finali spettano al governo, sono consapevole che è solo con una sincera collaborazione tra Stato e Regioni che il successo sarà pieno", spiega il presidente del Consiglio.