"Autoriciclaggio", per Fontana nuovi guai giudiziari

"Ci sono state "polemiche che sinceramente trovo stucchevoli e non degne di un paese come il nostro, credo ciononostante che i numeri danno ragione a chi sta lavorando e un po' torto a chi sta cercando di speculare ignobilmente su qualche cosa che non funziona": è quanto ha detto il presidente della Lombardia Attilio Fontana nel corso della conferenza stampa con Francesco Paolo Figliuolo, commissario straordinario all'emergenza, e con Fabrizio Curcio, capo della Protezione Civile". Volntary disclosure che, si apprende oggi, è anche oggetto di indagini per possibili false dichiarazioni da parte del governatore Lombardo, che risulta anche iscritto per il reato di autoriciclaggio.

Il caso riguarda la fornitura di 75 mila camici e dispositivi di sicurezza anti Covid affidati da Aria Spa al cognato del presidente Fontana Andrea Dini.

Secondo la tesi avanzata dalla Procura, il passaggio da vendita (per oltre mezzo milione di euro) a donazione sarebbe avvenuto proprio su pressione di Fontana che avrebbe "odorato" l'attenzione dei giornalisti di Report sulla vicenda. Seguendo la pista, gli inquirenti sono arrivati a un conto svizzero da 5,3 milioni di euro appartenente al governatore della Lombardia. Con la voluntary disclosure (collaborazione volontaria) i contribuenti possono regolarizzare la propria posizione denunciando spontaneamente la violazione degli obblighi di monitoraggio o dichiarativi.

Nella nota con cui la procura di Milano ha annunciato la rogatoria si legge anche che "la difesa di Fontana si è dichiarata disponibile a fornire ogni chiarimento sia in sede rogatoriale che, se del caso, mediante produzione documentale ovvero presentazione spontanea dell'assistito". A questo proposito la difesa di Fontana ha fatto sapere della volontà del presidente "di non lasciare alcuna ombra alcuna sulla procedura di voluntary".