Usa: Trump annuncia nuovo team legale che lo difenderà in processo impeachment

Usa: Trump annuncia nuovo team legale che lo difenderà in processo impeachment

A rivelarlo è Yuri Shvets, ex spia del Kgb, che ha operato a Washington negli anni Ottanta e che ha rilasciato le scottanti rivelazioni in un'intervista pubblicata dal Guardian.

Shvets è una delle principali fonti di American Kompromat, il libro di Unger che ripercorre i legami tra Donald Trump e l'Urss, e anche il suo rapporto con il finanziere Jeffrey Epstein.

Shevts racconta come Trump riuscì ad accaparrarsi le considerazioni da parte dei russi che, subito dopo il matrimonio con la prima moglie di origine slovacca Ivana Zelnickova diedero vita ad una operazione della Státní bezpečnost (l'intelligence cecoslovacca), naturalmente con l'affiancamento del Kgb. Secondo Shvets, il contatto vero e proprio con il Kgb avvenne nel 1980, quando Trump acquistò 200 televisori per un suo hotel di New York da Semyon Kislin, emigrato sovietico che possedeva un negozio sulla Fifth Avenue. Ma, secondo Shvets, Joy-Lud era controllata dal Kgb e Kislin aveva identificato Trump come "un promettente giovane uomo d'affari alla ribalta".

Nel 1987 il primo viaggio di Trump e la moglie in Russia dove incontrano agenti del Kgb che lanciano quella che Shvets definisce "una charm offensive: avevano raccolto molte informazioni su di lui, sapevano che era estremamente vulnerabile dal punto di vista intellettuale e psicologico, e incline all'adulazione". Gli avvocati David Schoen e Bruce Castor guideranno il team che difenderà l'ex presidente dall'accusa di aver istigato l'insurrezione che ha portato all'assalto del Congresso il 6 gennaio scorso.

Dopo la non rielezione di Trump e l'insediamento di Biden gli Stati Uniti hanno formalmente cambiato rotta rispetto agli ultimi 4 anni.

Tornato negli Usa, Trump cominciò a sondare su una sua possibile candidatura alla White House e il 1 settembre comprò una pagina pubblicitaria sui giornali più importanti esponendo un piano in cui criticava le posizioni di Reagan sulla Guerra Fredda.

Temi poi ripresi durante la campagna elettorale e nel corso della sua presidenza. "La sua vanità e il suo narcisismo lo rendevano un target naturale che i russi hanno coltivato per oltre 40 anni, fino all'elezione".

L'ex spia prosegue asserendo che "è difficile credere che qualcuno potesse scrivere una cosa del genere e questa potesse impressionare persone serie in Occidente, ma è successo e alla fine questo tizio è diventato presidente". Trump nell'occasione negò di avere collegamenti finanziari o politici con Mosca, anche se alcuni dei suoi consiglieri (Michael Flynn a George Papadopoulos su tutti), si dichiararono colpevoli di aver mentito ai pubblici ministeri sui loro contatti con persone legate al governo russo.