Speranza ferma lo sci Uno stop fino al 5 marzo

Speranza ferma lo sci Uno stop fino al 5 marzo

Il ministro della Salute Roberto Speranza ha firmato in serata un provvedimento che vieta lo svolgimento delle attività sciistiche amatoriali fino al 5 marzo 2021, data di scadenza del Dpcm 14 gennaio 2021.

Su suggerimento del Cts, lo stesso che aveva dato via libera alla riapertura salvo poi ripensarci, Speranza ha quindi deciso di prolungare le restrizioni: Il provvedimento, spiega il ministero, tiene conto dei più recenti dati epidemiologici secondo cui la variante inglese - caratterizzata da una maggiore trasmissibilità - rappresenta quasi un quinto degli attuali contagi. Nel verbale del 12 febbraio, il Comitato Tecnico Scientifico, con specifico riferimento alla riapertura degli impianti sciistici nelle Regioni inserite nelle cosiddette "aree gialle", afferma che "allo stato attuale non appaiono sussistenti le condizioni per ulteriori rilasci delle misure contenitive vigenti, incluse quelle previste per il settore sciistico amatoriale".

"Il Governo si impegna a compensare al più presto gli operatori del settore con adeguati ristori", fa sapere il ministero. Ma la decisione del minstro di stasera blocca tutto.

"Una beffa" alla luce dell'andamento sanitario, il commento dell'assessore regionale agli impianti di risalita, Luigi Bertschy. E' gravissimo, ancora una volta, l'utilizzo della decisione e dell'annuncio all'ultimo momento che mette in serie difficoltà le imprese e i lavoratori. "Ne parlerò col ministro Speranza questa settimana", ha annunciato. "Dopo due rinvii arriva un altro stop, le Regioni in zona gialla si erano organizzate per attuare un protocollo di sicurezza e ingaggiare personale adeguato, ma si rispegne una macchina che si era messa in moto nel rispetto delle regole", ha detto il Coordinatore della Commissione speciale Turismo ed Industria alberghiera della Conferenza delle Regioni, Daniele D'Amario. Gli indennizzi alla montagna devono avere la priorità assoluta.

"La stagione è finita, per molti operatori che in questi istanti mi hanno confermato che non apriranno più. - sottolinea Marco Bussone, Presidente nazionale unione nazionale comuni e comunità enti montani (Uncem) - Il no all'apertura degli impianti, arrivato in questi minuti, non trova d'accordo i Comuni montani, insieme a tutti gli operatori economici. Non si può trattare un pezzo importante del Paese in modo arrogante se non sprezzante".