Morte Astori, perizia del Tribunale: "Non poteva essere evitata"

Morte Astori, perizia del Tribunale:

Difficilmente si è espressa in pubblico sulla lunga giudiziaria che ha inevitabilmente seguito la tragica scomparsa del campione. Secondo il medico legale Gian Luca Bruno e il cardiologo Fiorenzo Gaita, la morte di Astori non poteva essere evitata. Queste sono le conclusioni della perizia disposta dal Tribunale di Firenze sulle cause della morte dell'indimenticabile giocatore, che morì il 4 marzo 2018 a Udine, dove quel giorno si doveva disputare Udinese-Fiorentina.

Il processo è ancora in corso e la Fioretti ha voluto mettere i punti sulle 'i', pubblicando un post su Instagram dove ha spiegato che per lei è inconcepibile che sia stata divulgata sulla stampa un'interpretazione parziale e provvisoria di una perizia che non è ancora stata vagliata dal giudice. E' ancora così, ho ancora fiducia che accada.

"Resto stupita da questo passo così avventato e dal fatto che venga fornita un'interpretazione parziale e contraddittoria di una perizia medica che rappresenta a ogni modo solo una di quelle di cui dispone la magistratura".
Nutrivo molti dubbi sull'essere presente di persona alla prossima udienza, ora sento di dover essere lì, a dimostrare simbolicamente, con forza e senza rancore, che è solo in quell'aula che la verità potrà essere accertata, accettata e condivisa. Le anomalie che erano emerse durante la prova da sforzo potevano essere approfondite con l'holter cardiaco. "Il passato e il futuro ci chiedono di essere coraggiosi".

L'esito della perizia, sarà discusso giovedì 4 febbraio davanti al giudice Angelo Antonio Pezzuti, ma è stato recepito positivamente dall'unico imputato, che ha scelto di essere giudicato con il rito abbreviato, il professor Giorgio Galanti, pratese, ex direttore della Medicina Sportiva di Careggi.