Cui prodest l'attacco USA in Siria? Queste foto lo dimostrano

Cui prodest l'attacco USA in Siria? Queste foto lo dimostrano

Il Pentagono e il governo di Teheran hanno compiuto nei giorni scorsi alcuni primi passo verso una riapertura del dialogo e un possibile rientro degli USA nell'accordo multilaterale antinucleare con l'Iran. Ma non è sfuggita a Vittorio Feltri che ha scritto su Twitter: "Simpatico Biden che bombarda la Siria ma dice che il guerrafondaio è Trump che non ha mai sparato un colpo".

È di almeno 17 morti il bilancio delle incursioni sferrate in Siria dalle forze statunitensi contro postazioni utilizzate da combattenti filoiraniani.

L'intervento è scattato dopo la pioggia di razzi del 15 febbraio in direzione di una base aerea che ospita anche forze Usa nella zona di Erbil, nel Kurdistan iracheno. Nell'attacco è rimasto ucciso un contractor, che era un civile, e un soldato americano e diversi contractor americani sono rimasti feriti.

"Siamo fiduciosi sull'obiettivo che abbiamo attaccato, siamo convinti che era usato dalla stessa milizia sciita che ha condotto gli attacchi" contro basi Usa in Iraq, ha detto Kirby, secondo cui gli strike hanno distrutto varie strutture localizzate ad un punto di controllo alla frontiera usate da una serie di gruppi di militanti sostenuti dall'Iran, inclusi Kait'ib Hezbollah e Kait'ib Sayyid al-Shuhada. Le operazioni delle ultime ore sono per il Pentagono una "risposta militare proporzionata", decisa dopo consultazioni con gli alleati della coalizione.

Proprio questa mattina, senza avere particolari dettagli sull'attacco degli USA, il primo dell'era Joe Biden, siamo stati facili profeti, in merito proprio al luogo dove è avvenuto il bombardamento, ovvero la Siria nord orientale, al confine con l'Iraq, dove, guarda caso, l'ISIS è ancora attivo.

Mosca "condanna con forza" i raid Usa nell'est della Siria e chiede "rispetto assoluto per la sovranità e l'integrità territoriale" del Paese arabo.