Covid, oggi i dati Iss: mezza Italia potrebbe diventare arancione

Covid, oggi i dati Iss: mezza Italia potrebbe diventare arancione

L'Iss rimanda comunque alle indicazioni diffuse nei giorni scorsi dal ministero della Salute. "Ciò ha infatti un riflesso sull'incidenza", dice il presidente dell'Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro, alla conferenza stampa organizzata dal ministero della Salute sull'analisi del monitoraggio regionale della Cabina di regia.

In attesa dell'ordinanza del Ministro della Salute Roberto Speranza, che darà conferma delle notizie emerse fino a questo momento, le Marche si salvano dal passaggio in zona Arancione: la regione resta in Giallo. Aumenta, anche, la percentuale di casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (33,7% vs 32,7% la settimana precedente).

Le 4 macroaree comprendono le seguenti Regioni/PPAA: Nord-Ovest (Piemonte, Valle d'Aosta, Liguria, Lombardia), verranno analizzati in totale 265 campioni; Nord-Est (Trentino-Alto Adige, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna), 266 campioni; Centro (Toscana, Umbria, Marche, Lazio), 254 campioni; Sud e Isole (Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sardegna, Sicilia), 273 campioni. Siamo infatti a 135,46 casi ogni 100 mila abitanti nella settimana che va dall'8 al 14 febbraio, rispetto al valore di 133,13 calcolato nel periodo 1-7 febbraio. Ma rischia una stretta ulteriore anche l'Umbria, al momento in arancione.

Mentre sono 12, rispetto alle 10 della settimana precedente, le regioni a rischio moderato, di cui sei ad alta probabilità di progressione a rischio alto nelle prossime settimane e otto a rischio basso. La crescita potrebbe però essere relativamente lenta, senza comportare un rilevante sovraccarico dei servizi assistenziali per almeno 2-4 mesi.

Si osserva una stabilità nel numero di Regioni/PPAA che hanno un tasso di occupazione in terapia intensiva e/o aree mediche sopra la soglia critica (5 Regioni/PPAA).

Questa valutazione prenderà in considerazione i campioni notificati il 18 febbraio 2021 - come prime infezioni, non follow-up -da analizzare: con sequenziamento Sanger dell'intero gene S (spike); oppure con sequenziamento di parte del gene S purchè identificate tutte le mutazioni/delezioni attribuibili a una delle tre varianti; oppure con sequenziamento in NGS.