535 voti a favore, il governo Draghi incassa la fiducia alla Camera

535 voti a favore, il governo Draghi incassa la fiducia alla Camera

Con il voto di fiducia ricevuto ieri in Senato ora il governo di Mario Draghi può considerarsi pienamente operativo. Tutti gli altri senatori liguri hanno votato a favore. Tutto da copione inclusa la standing ovation finale che ha salutato le repliche, incentrate su lotta alla corruzione, semplificazione della Pa, carceri, sport, turismo e anche un po' di giustizia, con la necessità di garantire la giusta durata dei processi. Nel gruppo dei senatori 5 stelle ci sono anche 8 "assenti" che quindi non hanno votato la fiducia. Senza "legalità e sicurezza" non c'è futuro, che rappresenta invece la cifra del "suo sguardo" e che il premier spera ispiri il "lavoro comune". Gli istituti penitenziari "sono sovraffollati", osserva, e non bisogna trascurare la "paura" del contagio.

ALTRE DEFEZIONI.A questi si è aggiunto l'astenuto (lex sottosegretario Alessio Villarosa) e una dozzina di non partecipanti al voto: Corneli, Ehm, Menga, Romaniello, Maria Edera Spadoni (che è vicepresidente della Camera), Tucci, Di Lauro, Masi, Penna, Scutellà, Suriano e Zanichelli.

Durante il suo intervento, Draghi non si limita solo ad esporre il nuovo programma politico. Salvini intanto si dice convinto che presto in Parlamento ci saranno altre novità: una manciata di parlamentari traslocherà alla Lega - assicura - e non saranno solo M5S. Anzi, non perde tempo a ringraziare anche chi lo ha preceduto. "Sono un "servizio pubblico fondamentale" e come tale devono rispettare tutte le garanzie e i principi costituzionali". Anche se resta il gruppo più numeroso al Senato con 92 parlamentari, segna un netto calo di consensi rispetto ai tre governi precedenti.