Vive per 3 mesi nell'aeroporto di Chicago "per paura del Covid"

Vive per 3 mesi nell'aeroporto di Chicago

L'uomo ha abbassato la mascherina e ha mostrato un tesserino identificativo dell'aeroporto che aveva al collo, risultato poi smarrito tre mesi or sono. A causa del bombardamento di notizie sulla pandemia e della paura di contrarre il Coronavirus, un uomo di 36 anni di nome Aditya Singh ha preso una decisione piuttosto drastica al fine di mettersi al sicuro: nascondersi.

Nel primo pomeriggio di sabato, due dipendenti della United Airlines si sono avvicinati a Singh e gli hanno chiesto di identificarsi.

Del resto il copione era già stato scritto: per il film 'The Terminal' del 2004, diretto da Steven Spielberg e con Tom Hanks nei panni del protagonista, ovvero Viktor Navorski, cittadino della Krakozhia, immaginario stato dell'Europa orientale, che arriva all'aeroporto JFK di New York proprio mentre nel suo paese è un corso un colpo di Stato e il suo passaporto non gli consente più di ottenere un visto per entrare negli Usa, quindi rimane intrappolato nel tentacolare scalo della Grande Mala (trama fra l'altro ispirata ad una storia vera accaduta all'aeroporto Charles de Gaulle di Parigi). Il badge in realtà apparteneva a un responsabile che ne aveva denunciato la scomparsa il 26 ottobre. "Voglio essere sicura di aver capito correttamente", ha replicato la giudice incredula.

"La corte trova questi fatti e circostanze abbastanza scioccanti per il presunto periodo di tempo in cui ciò si è verificato - ha detto Ortiz - Trovandosi in una parte protetta dell'aeroporto con un presunto badge di identità falso, e in base alla necessità che gli aeroporti siano assolutamente sicuri in modo che le persone possano viaggiare senza timori, trovo che le sue presunte azioni lo rendano un pericolo per la comunità".

L'uomo non avrebbe precedenti penali e vive nel sobborgo di Orange, a Los Angeles, con alcuni coinquilini. "Continueremo a lavorare con le autorità per portare avanti le indagini".