Usa, l'attacco alla democrazia e la potenza delle istituzioni

Usa, l'attacco alla democrazia e la potenza delle istituzioni

Oltre 300 agenti erano stati mobilitati e presidiavano le strade di Washington già prima della manifestazione. Difesa e sicurezza, in primis. Ma andiamo per ordine: il primo "dono" (ritenuto tale da almeno la metà degli americani) è arrivato nella notte tra il 5 e il 6 gennaio, la vittoria nel ballottaggio dello Stato della Georgia dei due candidati democratici in lizza per il Senato. Poco prima dell'irruzione dei suoi sostenitori al Campidoglio, Trump aveva alimentato ancora una volta la rabbia dei suoi supporter: "L'elezione ci è stata rubata, non ci arrenderemo", aveva arringato li aveva arringati dal palco. Seduta plenaria interrotta con deputati e senatori in fuga, in mezzo ai gas dei lacrimogeni, davanti all'invasione che è costata la vita a una sciagurata donna volata fin lì dalla California, a morire per niente. Pur ammettendo che nessuno si attendeva una partecipazione così massiccia, fonti della polizia hanno fatto filtrare che gli agenti volevano dare un esempio ed evitare di ripetere le scene violente che si sono susseguite negli ultimi mesi in varie città americane.

Washington, 8 gen. - Donald Trump assicura il suo impegno per una transizione pacifica dei poteri. Un gesto simbolico, perché la ratifica dell'elezione presidenziale da parte della Camera dei Rappresentanti e del Senato era scontata - di norma, del resto, si tratta di un atto puramente formale.

"A tutti quelli che lo hanno chiesto, non andrò alla cerimonia di insediamento del 20 gennaio", ovvero il giuramento di Joe Biden quale nuovo presidente degli Stati Uniti.

Ipotesi che per ora non trovano riscontro nella realtà ma che sono alimentate dal giallo sul dispiegamento della Guardia Nazionale.

Che i brogli elettorali ci siano stati o non ci siano stati, e che peso abbiano eventualmente avuto sul risultato finale, è assolutamente secondario: Trump ha vinto nel 2016 presentandosi come candidato antisistema, e in quel ruolo continuerà a fare politica perché è l'unico che gli offre prospettive di successo in una società culturalmente, politicamente ed economicamente polarizzata come sono gli Stati Uniti di oggi. Non gli dèi di noi comuni mortali, a cui continua a sembrare un peracottaro sgradevole fino a essere repellente, ma agli occhi dei milioni (milioni!) di suo fan nel mondo. Secondo Templeton un'onda blu preoccupa il mercato azionario Usa soprattutto per il rischio che modifichi radicalmente le politiche verso le imprese, i mercati e la regolamentazione. Quella di Trump appare come un'accelerazione di una rottura che si sta consumando con i vertici del partito.

Nel più breve tempo possibile le immagini hanno fatto il giro del mondo. Ci deve essere pace. Il regalo è questo: una lacerante crisi di legittimità come non si era mai visto in un secolo di storia.

Anche il ministro dell'Istruzione americano, Betsy DeVos, si è defilata presentando le dimissioni al presidente uscente Trump.