Sequestrate mascherine U-mask: aperta un'inchiesta a Milano

Sequestrate mascherine U-mask: aperta un'inchiesta a Milano

Come spiegano dalla redazione di Striscia, sul sito di U-Mask " il dispositivo viene definito come "l'unica mascherina biotech dotata di una molecola in grado di distruggere i batteri, con una filtrazione del 99.9% e un'efficienza di 200 ore effettive di utilizzo". "Siamo certi che le indagini in corso chiariranno la trasparenza del nostro operato, i nostri dispositivi rispettano pienamente le norme e le leggi in materia". Intanto dalla società precisano: "Abbiamo collaborato attivamente con gli inquirenti, fornendo tutta la documentazione richiesta".

"Tutta la documentazione tecnica relativa ai nostri dispositivi è stata inviata, come prescritto dalla legge, alle Autorità competenti (Ministero della Salute) che, preso atto della correttezza della documentazione accompagnatoria e delle prove tecniche effettuate, ne ha disposto l'approvazione e la registrazione come dispositivi medici di classe I". "Ma non solo: per correre ai ripari, poco prima dell'inizio della trasmissione, U-Mask aveva inviato ai propri clienti una mail che conterrebbe delle informazioni che saranno confutate da Striscia", concludono dal tg satirico anticipando il servizio. La procura ora ha affidato a un consulente l'incarico di analizzare le mascherine sequestrate per stabilire l'effettiva percentuale di filtraggio.

L'inchiesta, coordinata dai procuratori aggiunti Tiziana Siciliano ed Eugenio Fusco, è stata affidata alla polizia locale e alla polizia giudiziaria del dipartimento Salute, Ambiente e Lavoro. Un esposto circostanziato e documentato da una serie di analisi di laboratorio secondo i quali la capacità di filtraggio di questi modelli era inferiore rispetto a quanto dichiarato nel foglio illustrativo. Nell'indagine nata da un esposto di una ditta concorrente, è indagata per frode nell'esercizio del commercio l'amministratore della filiale italiana della società. Oggi lunedì 25 gennaio i magistrati hanno disposto il sequestro di 15 mascherine, complete di filtro: i dispositivi di sicurezza sono stati prelevati da dieci farmacie del capoluogo lombardo. Ora resta alla magistratura capire se all'azienda può essere contestato il reato 515 del codice penale: ovvero la norma che punisce chi "nell'esercizio di un'attività commerciale o in uno spaccio aperto al pubblico, consegni, volontariamente, all'acquirente una cosa mobile diversa da quella dichiarata o pattuita, per origine, provenienza, qualità o quantità".