Scontro Calenda-Mastella, Calenda chiama in diretta e Mastella lascia la trasmissione: "Burinotto"

Scontro Calenda-Mastella, Calenda chiama in diretta e Mastella lascia la trasmissione:

Lo ha detto il sindaco di Benevento Clemente Mastella poco prima di abbandonare il programma "Mezz'ora in più" condotto da Lucia Annunziata su Rai3.

A quel punto Calenda, evidentemente piccato, telefona in trasmissione per replicare. Calenda, che è leader del partito Azione e si è candidato a sindaco di Roma (corsa per il quale il Pd non lo ha finora appoggiato), ha deplorato la scelta di Renzi, ma non ha mai aperto alla possibilità di appoggiare l'esecutivo guidato da Conte. "L'unico assetto possibile è quello che c'è in Europa, dove sono alleati Forza Italia, il Pd, i liberali, LeU, la parte più razionale del M5s, questi partiti dovrebbero dar vita a un governo con una personalità autorevole". Perché la responsabilità è governare bene. Calenda è un po' burinotto, pariolino, figlio di papà.

Proprio in merito alle cadute di stile invece, è di oggi infatti la notizia appresa dall'Ansa secondo cui l'Onorevole Calenda, attraverso un tweet, avrebbe reso pubblica una telefonata di Clemente Mastella, in cui il sindaco di Benevento gli chiedeva una sorta di scambio. Mastella, però, ha preferito abbandonare la trasmissione, spiegando di non aver "nessuna voglia di confrontarmi con Calenda".

"Ho ricevuto una telefonata sbrigativa da Mastella: se mi porti i voti del gruppo al Senato, noi ne abbiamo tre, il Pd ti vota a Roma".

Calenda è intervenuto dopo le pesanti accuse di Mastella in tv: "Spero per i romani che Calenda non diventi sindaco di Roma. A presto...". L'ex "responsabile" (visto che il progetto di reclutare senatori per Conte è naufragato, anche grazie alla "soffiata" di Calenda) a sua volta non ha lesinato offese al leader di Azione. Calenda ha così confermato la sua versione dei fatti: "Mastella non lo conoscevo, ho riportato il fatto che mi ha chiamato per dire che se avessi fatto votare la fiducia a Conte il Pd mi avrebbe appoggiato come sindaco di Roma". Ora anche il mio avvocato ha materia per far valere le mie ragioni. L'ho liquidato e ho pensato che fosse giusto che governo, PD e cittadini sapessero quese cose. "Non ci credo, la sua era la telefonata di un venditore.". Si tratta di una persona che, a nome di altri, cercava voti.