Papa: a luglio la prima Giornata mondiale dei nonni e degli anziani

Papa: a luglio la prima Giornata mondiale dei nonni e degli anziani

Coloro che criticano il Concilio Vaticano II o non lo seguono, sono fuori dalla Chiesa. O tu stai con la Chiesa e pertanto segui il Concilio, e se tu non segui il Concilio o l' interpreti a modo tuo, come vuoi tu, tu non stai con la Chiesa.

Città del Vaticano, 29 gen. (askanews) - Nella Amoris laetitia, pubblicata nel 2016, Papa Francesco ha aperto alla possibilità di ammettere una coppia di divorziati risposati civilmente, dopo un percorso di discernimento accompagnato da un padre spirituale, alla comunione. "Per favore nessuna concessione a coloro che cercano di presentare una catechesi che non sia in accordo con il magistero della Chiesa". "Dopo cinque anni - ha concluso a braccio -, la Chiesa italiana deve tornare al Convegno di Firenze e deve incominciare un processo di Sinodo nazionale, comunità per comunità, diocesi per diocesi: anche questo processo sarà una catechesi". Ma negli ultimi giorni il Pontefice si è sottoposto ad alcuni controlli medici che hanno evidenziato l'esigenza di una dieta calibrata per ridurre il suo peso e, di conseguenza, gravare meno sulla parte interessata dall'infiammazione.

"Non c'è vera catechesi senza la testimonianza di uomini e donne in carne e ossa".

Papa Francesco quindi chiama ad essere 'artigiani di comunità': "Questo è il tempo per essere artigiani di comunità aperte che sanno valorizzare i talenti di ciascuno". Non dobbiamo aver paura di elaborare strumenti nuovi. "Anche i tempi attuali richiedono intelligenza e coraggio per elaborare strumenti aggiornati, che trasmettano all'uomo d'oggi la ricchezza e la gioia del kerygma, e la ricchezza e la gioia dell'appartenenza alla Chiesa". "In questo anno contrassegnato dall' isolamento e dal senso di solitudine causati dalla pandemia", il virus, ha detto Jorge Mario Bergoglio, "ha scavato nel tessuto vivo dei nostri territori, soprattutto esistenziali, alimentando timori, sospetti, sfiducia e incertezza". Ha messo in scacco prassi e abitudini consolidate e così ci provoca a ripensare il nostro essere comunità. Nessuno si salva da solo, uscirne insieme, riabbracciando con più convinzione la comunità in cui viviamo.

Perché la comunità non è un agglomerato di singoli, ma la famiglia in cui integrarsi, il luogo dove prendersi cura gli uni degli altri, i giovani degli anziani e gli anziani dei giovani, noi di oggi di chi verrà domani.