L'Europa pensa seriamente al passaporto digitale vaccinale

L'Europa pensa seriamente al passaporto digitale vaccinale

Scongiurata la chiusura delle frontiere Ue con il nuovo allarme della variante Covid, ma dovrà essere istituita una nuova "zona rosso scuro" per indicare le aree ad alto rischio contagio.

Il Presidente della Commissione dell'Unione Europea Ursula von der Leyen ha sostenuto fortemente la necessità di trattare l'Europa come una zona epidemiologica unica, al fine di mettere in campo tutte le misure politiche, sanitarie e amministrative necessarie a proteggere efficacemente la salute dei cittadini europei. Alle persone che partono da zone rosse scure possono essere chiesti test prima di partire e la quarantena dopo l'arrivo. Per questo "raccomanda di evitare viaggi non essenziali".

Particolarmente complessa invece la questione della mobilità tra i Paesi membri, considerando l'importanza di mantenere le frontiere aperte per garantire il funzionamento del mercato unico dell'UE sulla quale hanno convenuto tutti i leader.

Le varianti del Covid "preoccupano molto" l'Europa.

Questa la attuale mappa semaforo dell'ECDC (Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie) che l'UE utilizza come linea guida per i paesi ad alto rischio (in rosso) da cui i viaggi dovrebbero essere limitati. "Giuridicamente si sta ancora discutendo, sia a livello federale che internazionale, se effettivamente il passaporto vaccinale sia sostenibile", risponde l'avvocato. "La vaccinazione potrebbe un giorno essere una delle tante misure per partecipare a un evento", aveva dichiarato durante le festività natalizie il direttore dell'Associazione svizzera dei promotori musicali (SMPA) - l'organizzazione professionale elvetica che raggruppa gli organizzatori di concerti, spettacoli e festival musicali nella Confederazione - Stefan Breitenmoser, al SonntagsBlick. E' stata poi approvata all'unanimità una raccomandazione del Consiglio che stabilisce un quadro comune per l'uso dei test rapidi dell'antigene e il riconoscimento reciproco dei risultati dei test COVID-19 in tutta l'UE ritenuto essenziale per facilitare i movimenti transfrontalieri, la ricerca e il trattamento dei contatti transfrontalieri. Nel frattempo, la Francia ha chiesto il tampone per tutti coloro che entrano nel paese da domenica 24 gennaio.

Ma c'è dell'altro. Charles Michel, presidente del Consiglio europeo, ha evidenziato che - in relazione alle varianti del Covid - "possono essere previste restrizioni per viaggi non essenziali".

Lo scenario che ci si prospetta davanti potrebbe sembrare futuristico, ma è tutto fuorché remoto: "I passeggeri agli aeroporti - spiega Open - avvicinerebbero il telefono a uno scanner e sul monitor comparirebbe un codice che ne certifica l'avvenuta vaccinazione".